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Di Pietro in Abruzzo: «Monti e Berlusconi fanno il gioco delle tre carte truffando gli italiani»

Non salva nemmeno Bersani: «è complice»

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Di Pietro in Abruzzo: «Monti e Berlusconi fanno il gioco delle tre carte truffando gli italiani»




ABRUZZO. «Monti e Berlusconi sono due complici di un misfatto compiuto ai danni degli italiani, perché prima hanno riempito di tasse gli italiani e poi hanno indebolito le fasce deboli».
Lo ha detto il leader dell'Italia dei Valori (Idv), Antonio Di Pietro ieri in Abruzzo per il tour elettorale e per presentare i candidati (ecco chi sono) alle prossime elezioni politiche con la lista Rivoluzione Civile - Ingroia.
Su l’ex premier e il premier uscente l’ex pm di Mani Pulite ha le idee chiare: «Dopo aver provocato il danno vanno a proporre la soluzione. E' come dire che Dracula dopo averti levato il sangue te lo restituisce». Il tutto starebbe accadendo «con l'aggravante del Partito Democratico» che dopo aver fatto cadere il governo Berlusconi invece di andare alle elezioni e proporre un'alternativa di governo si e' associato con il centrodestra. «Solo l'Italia dei Valori e le forze ricomprese in Rivoluzione Civile hanno lavorato alla riduzione delle tasse».
A Monti Di Pietro dà la colpa di aver fatto credere agli italiani di essere un arbitro e invece e' diventato un giocatore: «e' un vecchio democristiano attaccato alla poltrona. E' stato messo lì da un sistema finanziario di poteri forti per gestire la cosa pubblica. Chiedere 52 volte il voto di fiducia significa annullare il ruolo del Parlamento. Lo ha fatto con scadenza e supponenza di chi crede che gli altri siano dei plebei che non capiscono niente e non reagiranno perche' si sentono in colpa per non capire niente».
Il leader dell'Idv ha parlato poi del ricorso fatto ad Agcom in merito alla mancanza di par condicio in televisione, lamentando il poco spazio dato a Rivoluzione Civile, e ha fatto sapere che «Agcom ha risposto che la par condicio non è stata violata perché è stato dedicato lo stesso tempo» alle diverse formazioni politiche. «Siamo in un sistema dell' informazione completamente deteriorato. Se si parla di Rivoluzione Civile si racconta una balla dicendo che Ingroia si è paragonato a Falcone, per delegittimarne così l'operato. Berlusconi ha detto una minchiata sull'Imu e sembra che abbia parlato chissà chi, parla una gallina e tutti le vanno appresso».
Sulla vicenda Mps punta il dito anche contro il presidente Napolitano: «sentirgli dire che bisogna evitare cortocircuiti mediatico-giudiziari sulla vicenda Mpa avrebbe dovuto far ribollire tutta l'opinione pubblica e invece e' stato detto che e' un saggio monito: per me e' una censura di regime».
Di Pietro ha poi ammesso che con una parte del Pd la porta non è definitivamente chiusa ma che, anzi, con tutto il centrosinistra si sta lavorando a livello regionale «per mandare a casa il Berlusconi nostrano»; ovvero Gianni Chiodi.