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Giustizia, Paolo Bolognesi a Pescara: «i mandanti delle stragi si possono perseguire»

«Possibili enormi passi avanti»

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Giustizia, Paolo Bolognesi a Pescara: «i mandanti delle stragi si possono perseguire»

Paolo Bolognesi




PESCARA. «Non è vero che i mandanti delle stragi non si possono perseguire: già con i documenti in possesso oggi, si potrebbero fare molti passi avanti».
Lo ha affermato oggi a Pescara Paolo Bolognesi, presidente dell’associazione familiari delle vittime della strage di Bologna, che ha presentato il volume Stragi e mandanti (Aliberti Editore), di cui è curatore assieme a Roberto Scardova. «Nel libro abbiamo trattato documenti che sono già passati al vaglio di diverse magistrature» ha spiegato Bolognesi, oggi candidato Pd in Emilia Romagna, «ma il metodo che stiamo usando, quello di digitalizzare e mettere insieme i processi di mafia, terrorismo e crimini economici, consente una valutazione complessiva della storia criminale e politica in Italia»
«I misteri della nostra storia recente non possono più dirsi tali – ha aggiunto Marco Alessandrini, responsabile giustizia del Pd abruzzese e promotore dell’iniziativa – basti pensare alla sentenza della Cassazione di qualche giorno fa con cui lo Stato è stato condannato per le sue omissioni al risarcimento danni in sede civile nei confronti delle famiglie delle vittime della strage di Ustica del 27 giugno 1980. I materiali raccolti nell’ambito dei processi per le stragi di Piazza Fontana, di Brescia, dell’Italicus e di Bologna consentono infatti di ricostruire la nascita e lo sviluppo della strategia della tensione e di riconoscerne protagonisti e promotori, con i loro complici dentro e fuori le strutture dello Stato».
«Per il Pd abruzzese – ha sottolineato il segretario Silvio Paolucci – ospitare Paolo Bolognesi non è solo un onore, ma un carico di grande responsabilità: Bolognesi dà voce con coraggio, testardaggine e costanza al bisogno di questo Paese di conoscere la verità. Con Bolognesi il Pd fa una scelta precisa: stiamo dalla parte della verità, della giustizia, della legalità e della trasparenza. Stiamo dalla parte degli italiani che vogliono sapere cosa accadde in quegli anni».