VERSO LE ELEZIONI

Abruzzo/Pdl. Lo scontro si fa ‘rosa’. Pelino e Verì litigano a distanza. E L’8 arriva Berlusconi

Le due ex colleghe di partito si accusano reciprocamente

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PELINO E VERì

Pelino e Verì

PESCARA. «In Abruzzo c’è un Pdl unito».




Lo ha assicurato Paola Pelino in occasione della conferenza stampa che si è tenuta ieri mattina per la presentazione della sua candidatura al Senato.
C’erano anche il presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, il vice presidente Alfredo Castiglione, il presidente della Provincia di Pescara, Guerino Testa, e il sindaco di Pescara Luigi Albore Mascia.
Paola Pelino, che ha annunciato l’imminente arrivo in Abruzzo di Silvio Berlusconi (prevista un’iniziativa per l’8 febbraio a Pescara). ha evidenziato che «bisogna votare per il Pdl, non disperdendo il voto, in quanto solo il presidente Berlusconi ha dimostrato di saper comprendere i problemi della gente, a differenza di Mario Monti, che è avulso dai fatti italiani. La gente è stanca, e per questo bisogno tornare a un governo politico».
Paola Pelino si è detta certa di un buon risultato: «puntiamo a vincere», ha spiegato, «anche sulla scorta di quanto detto dal segretario Angelino Alfano, che ci ha esortato ad andare avanti e a stare uniti. Nel Pdl deve prevalere l’unità, al di là delle polemiche».
«Esistono due grandi partiti, in Italia: il Pdl e il Pd, quindi è opportuno far convergere voti su queste due realtà» perchè «la dispersione di voti non porta ad alcun risultato» e «listarelle e partitini non ci aiutano».
La parlamentare uscente si è espressa sul governo Monti, che ha «vissuto in aula», e ha commentato a questo proposito di aver avuto una «profonda delusione» perchè dopo gli annunci di una serie di provvedimenti e riforme «non è successo nulla o ci sono state delle gravi anomalie, come nella riforma del lavoro. Monti, ha aggiunto, lo vedo avulso dalla realtà italiana».
La campagna elettorale del Pdl, ha fatto notare, non è «solo per fare un buon risultato ma anche per tornare a vincere. Deve tornare un governo politico, gli italiani non ne vogliono più sapere di Monti».
Guardando agli altri candidati Pelino si è soffermata su Stefania Pezzopane, la quale «ha già detto che lavorerà solo per L'Aquila», poi su Nicoletta Veri', candidata con Monti, ma «Monti non sa comprendere i problemi della gente», e Carlo Masci, che sarebbe dovuto «rimanere nella nostra coalizione per fare una grande squadra. Se sarò eletta, ha concluso, sarò l'unica abruzzese vera al Senato».

Nel corso dell’incontro è stato ricordato che, secondo un monitoraggio dell'associazione indipendente Openpolis sull'indice di produttività di ogni singolo parlamentare, Paola Pelino figura al 78° posto. «Sono sempre stata vicina all’Abruzzo», ha sottolineato, «e so che anche il presidente Berlusconi, in un’intervista, ha dichiarato che io sono la parlamentare che lavora di più ».

VERI’ ALL’ATTACCO
E non è tardato ad arrivare il commento di Nicoletta Verì, ex consigliera del Pdl oggi candidata al Senato con la lista Monti. «Se non fosse in gioco il futuro del nostro Paese, mi verrebbe da sorridere alle parole dell’onorevole Pelino», ha commentato. «Ha attaccato me e il Presidente Monti, dicendo che la nostra coalizione ‘è avulsa dai problemi dell’Italia’. E’ singolare l’attivismo dell’onorevole Pelino in questo periodo di campagna elettorale. E’ davvero triste sentire certe affermazioni da un parlamentare della Repubblica, che denigra gli avversari solo per ottenere consensi. Lei delusa da Monti? Sapesse quanto sono delusi gli abruzzesi da lei e dai suoi colleghi di partito. I cittadini sono stanchi di questo modo di fare politica, che deve essere non contro gli avversari, ma a favore degli elettori che hanno il diritto di conoscere programmi e contenuti». La Verì ribatte anche alle dichiarazioni della Pelino che ha affermato che in caso di elezione ‘sarà l’unica vera abruzzese al Senato’. «Capisco che sia in difficoltà – conclude Nicoletta Verì – ma si rassegni: al Senato sarò io a rappresentare l’Abruzzo, portando l’impegno e i valori propri della nostra gente, quella vera, che vive e lavora sul territorio, confrontandosi ogni giorno con i problemi reali dei cittadini».
Già nei giorni scorsi l’ex consigliera regionale del Popolo delle Libertà aveva ribattuto su questo punto mentre gli ex colleghi rimproveravano i vertici romani di aver escluso dalle liste i rappresentanti pescaresi. obiettivo”.

PDL CONTRO GATTI
E mentre Pelino assicura che il partito è «forte e unito» partono bordate anche contro l’assessore regionale Paolo Gatti, capolista dei Fratelli d’Italia del trio La Russa-Meloni- Crosetto. Il movimento è una costola del Popolo delle Libertà e corre con una lista propria. Gatti ha spiegato più volte che lui e i suoi compagni d’avventura (che in questi giorni gireranno a bordo di 4 Fiat 500 per tutta la regione) faranno «quello che non ha fatto il Pdl» e saranno «quello che il Pdl non è stato». Ciccocelli – consigliere comunale eletto nello schieramento di centrodestra – ma che, da mesi, vota a favore della maggioranza di centrosinistra a Giulianova ha rincarato la dose: «qui si deve fare un nuovo centrodestra e un nuovo Pdl» perché in quello esistente «non ci sono nè democrazia nè meritocrazia». Auspica inoltre, Ciccocelli, il desiderio di ricreare un gruppo, che scansi persone disposte a passare da un partito all’ altro, per poter correre alle prossime amministrative.
Ma il Popolo delle Libertà di Giulianova non gradisce queste affermazioni: «Gatti e Ciccocelli si sono largamente serviti del nostro partito salvo poi rinnegarlo e disprezzarlo nel tentativo di ripresentarsi agli elettori con una verginità rinnovata. Attenzione, non siamo contrari alla critica né alle modifiche o ai cambiamenti tesi a migliorare i partiti, ma non accettiamo lezioni da coloro che, come nuovi Messia, vorrebbero indicare la giusta via in nome dei valori e delle idealità di cui si dichiarano portatori, ma rimangono incollati e aspirano alle comode poltrone».