LA NUOVA NORMA

Abruzzo/Pubbliche amministrazioni, pagamenti alle imprese in 30 giorni o maxi penali

Proroga per Asl e ospedali. la misura contenuta nel decreto Monti per dare ossigeno all'economia

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ECONOMIA. Dal 1° gennaio la pubblica amministrazione deve pagare i propri fornitori entro 30 giorni.
Solo in alcuni casi, in particolare per Asl, ospedali e imprese pubbliche, il termine può arrivare a 60 giorni.
Il Governo Monti ha recepito con il Dlgs 192/2012 dello scorso novembre le regole Ue dando ossigeno dunque alle imprese che prima di incassare aspettano molti mesi. Secondo la Cgia di Mestre un’azienda in affari con lo Stato deve aspettare 6 mesi prima che una fattura venga saldata. Mentre la Pa francese paga i propri fornitori mediamente dopo 65 giorni, quella del Regno Unito dopo 43 e quella tedesca dopo 36. Fa meglio di noi anche la Grecia che fa aspettare ‘solo’ 170 giorni. Ovviamente i 30 giorni tempo valgono solo per i contratti stipulati dopo l’ entrata in vigore della legge, e quindi per tutti quelli firmati dopo il 1° gennaio di quest’anno. Questo vuol dire che resta in piedi il grave problema dello smaltimento degli enormi arretrati che secondo alcune stime ammonterebbero a circa 90 miliardi.


Per chi non rispetterà i tempi stabiliti dopo l’entrata in vigore della norma, è previsto un pagamento aggiuntivo che decorrerà automaticamente dal giorno successivo alla scadenza del termine del pagamento senza che sia necessaria la costituzione in mora (ovvero la richiesta scritta al debitore di adempiere all'obbligo). Gli interessi legali di mora si calcoleranno prevedendo una maggiorazione di 8 punti percentuali sul tasso fissato dalla Banca centrale europea: in sostanza si aggireranno intorno alla soglia del 10 per cento. 


Nei giorni scorsi Antonio Tajani, vice-presidente della Commissione Ue ha chiesto che l’Italia corregga il tiro e specifichi meglio alcuni punti prima di metà marzo, la scadenza naturale prevista dalla Ue per recepire la direttiva, «altrimenti potrebbe scattare una procedura di infrazione contro l'Italia da parte di Bruxelles»
Ad esempio la proroga a 60 giorni «è possibile solo e unicamente nei casi previsti dalla direttiva e cioè per asl e ospedali e per le imprese pubbliche. Il decreto italiano prevede invece la possibilità per tutte le Pa di raddoppiare in certi casi il termine dei 30 giorni». Inoltre, secondo Tajani bisognerebbe chiarire nel decreto che il termine previsto si computa in giorni di calendario e dunque con le domeniche comprese.