VERSO LE ELEZIONI

Abruzzo/Pdl: Di Stefano ci crede: «solo 2,6 punti di distacco dal Pd, possiamo farcela»

«Solo i sondaggi di sinistra ci danno perdenti»

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Fabrizio Di Stefano

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ABRUZZO. Il Popolo delle Libertà è dilaniato da scontri interni e i sondaggi mostrano un netto scarto con il centrosinistra.
Secondo le rilevazioni di Tecnè per Sky alla coalizione di centrosinistra in Abruzzo sarebbe attribuito il 38,5% dei consensi, oltre 11 punti in più rispetto al centrodestra.
Ma il senatore uscente Fabrizio Di Stefano (candidato alla Camera) smentisce quei dati. «Qualcuno si diverte a presentare i sondaggi, allora dobbiamo dire che i veri sondaggi sono quelli che ci danno in costante recupero», ha detto ieri nella conferenza stampa di presentazione dei candidati PdL della Provincia teatina alle elezioni politiche.
«Gli ultimi ci danno con un distacco del solo 2,6% (fonte Euromedia). Un sondaggio del 18 gennaio scorso dava addirittura il PdL, in Abruzzo, come primo PdL in Italia, con un dato dell'oltre 26%. Questi sono i numeri a fronte degli altri del centrosinistra».
Ma il senatore ha parlato anche di un altro sondaggio, «di Piepoli»: «ci dava giorni fa al 31%, ma questo prima della vicenda Monte dei Paschi di Siena, in cui la sinistra ha un' indiscutibile responsabilità. Questa sinistra che si rifà al "Capitale" di Marx ma lo fa in una maniera riveduta e corretta al XXI secolo. Che la sinistra stia in difficoltà non lo dicono solo i sondaggi ma anche i loro atteggiamenti».


E Di Stefano ha puntato il dito contro quello che è avvenuto il Giorno della Memoria a Tollo: «l'amministrazione comunale ha organizzato una "commemorazione" - che sembrava più una festa di partito - con tanto di pranzo e accompagnamento musicale con il gruppo "Lu Sant'Antonie", pagati con i soldi del Comune e quindi dei contribuenti, cui sono stati invitati i senatori Marini e Legnini e addirittura il segretario regionale del PD Paolucci ma non il sottoscritto, che pure vive e paga le tasse a Tollo».
Dopo questa digressione Di Stefano è tornato ai sondaggi e al suo ottimismo: «noi crediamo che si può vincere e recuperare, da qui alle prossime tre settimane, questo lieve distacco».
Sul ‘Porcellum’ il senatore uscente assicura di aver tentato di contrastarlo in tutti i modi: «avremmo preferito di gran lunga andare al voto con le preferenze. Abbiamo presentato un Disegno di Legge in Senato per ripristinare le preferenze che porta anche la mia firma, ma non ci siamo riusciti, ostacolati soprattutto dalla sinistra. L'impegno per cambiare questo sistema proseguirà, per quel che mi riguarda, anche nella prossima legislatura».