CRISI E LAVORO

Consorzio Industriale del Sangro, «la politica ci ha ucciso»

Dipendenti annunciano stato di agitazione

Redazione Pdn

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Alfredo Castiglione

L'assessore Alfredo Castiglione

CHIETI. «Va sempre peggio».

 


Dopo l’incontro dell’agosto scorso presso la Prefettura di Chieti, le organizzazioni sindacali Cgil, Cisl, Uil e Findici denunciano il peggioramento della situazione gestionale del Consorzio Industriale del Sangro.
Nel giro di pochi giorni si rischia di non poter erogare i principali servizi alle aziende insediate negli agglomerati industriali di Atessa, Paglieta, Lanciano, Casoli.

«Stiamo sopportando una difficile fase economico-organizzativa», denunciano i dipendenti, «venutasi a determinare «a causa dell’inerzia della politica regionale e locale».
«Il Governo regionale», spiegano i rappresentanti sindacali Campitelli, Ranieri, Sciubba, Traniello, Di Nella, Rega, Fini, «a distanza di quattro anni dagli annunci trionfalistici di rottamare i vecchi Consorzi industriali e creare la nuova Agenzia Regionale Attività Produttive, non ne viene ancora a capo e, con la legislatura regionale che volge al termine, qualunque ulteriore azione in tal senso assume i connotati di un’operazione di facciata e di propaganda elettorale».

Nel frattempo, dal 2009 ad oggi, il Consorzio commissariato «è stato abbandonato a se stesso», continuano i sindacati. In nome della riforma tutte le decisioni importanti sono state rinviate all’entrata in funzione dell’Agenzia Regionale Attività Produttive che dovrebbe sostituire gli attuali Consorzi industriali.

Negli ultimi anni di gestione, «sono aumentati a dismisura i contenziosi», vanno avanti i sindacati, «decine di incarichi legali sono stati assegnati per pratiche di recupero crediti nei confronti delle Aziende; si dubita che per dette pratiche i costi per il Consorzio siano superiori ai ricavi; inoltre le Aziende, già investite dalla congiuntura economica negativa, vengono ulteriormente gravate da atti giudiziari».

«AUMENTANO CONTENZIOSI LEGALI CON GLI ENTI REGIONALI»
Ma l’aspetto che viene definito «più sconcertante» è che si registrano contenziosi legali anche nei confronti di enti regionali, a loro volta commissariati, come l’A.T.O (la Regione che fa causa a se stessa); Comuni che sono soci del Consorzio Industriale (consorziati che si fanno causa tra di loro); SASI S.p.A. (Società Abruzzese per il Servizio Idrico Integrato).
«Tranne alcune sporadiche apparizioni, la Politica regionale, provinciale e locale, non si è occupata delle vere problematiche delle aree industriali, non si è minimamente interessata delle attività che il Consorzio continua a svolgere, seppur con il personale a ranghi ridotti e con gli impianti tecnologici ormai arrivati al limite della loro vita operativa».
E i dipendenti sono delusi e stanchi: «l’assessore regionale allo sviluppo economico Alfredo Castiglione ci ha informato che probabilmente la riforma dei Consorzi non andrà in porto in questa legislatura, ma che si dovrà attendere ancora diversi mesi; ciò, a nostro avviso, significa che, in mancanza di interventi chiari e decisi, gli attuali Consorzi accumuleranno ritardo, inefficienza, difficoltà operative e gestionali».

«NON RICEVIAMO CONTRIBUTI»
«In questi ultimi anni», ci tengono a precisare i sindacati, «il Consorzio non ha ricevuto contributi statali e regionali, né per il suo funzionamento, né per investimenti utili alla realizzazione di nuove infrastrutture o al mantenimento di quelle esistenti. Inoltre il Consorzio ha regolarmente contribuito a finanziare lo Stato e i Comuni attraverso il pagamento delle Imposte statali e locali (Irpef, Ici, Iva, Irap, etc.) »

Da quasi dieci anni il Consorzio assicura, oltre alla depurazione delle acque industriali, anche la depurazione degli scarichi civili di alcuni Comuni del comprensorio, «senza ricevere da questi ultimi alcun corrispettivo».

I Dipendenti del Consorzio per lo Sviluppo del Sangro auspicano lo sblocco immediato di tutte le attività consortili, chiedono che il Commissario venga autorizzato dalla Regione ad assumere decisioni proprie dell’ente pubblico economico, senza rinviarle ulteriormente, e nel contempo assicurare le manutenzioni di importanti e strategici impianti tecnologici; inoltre sollecitano la Regione affinchè si adoperi per un finanziamento specifico (Ex FAS 2007/2013) da destinare agli impianti di depurazione consortili.