SANITA'

Abruzzo/Intersindacale sanitaria: «Stop al commissariamento, sanità agli abruzzesi»

«Non ci servono più le badanti, vogliamo condividere le scelte per l’assistenza»

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Gianni Chiodi

Gianni Chiodi




ABRUZZO. «Basta con il commissariamento della sanità abruzzese. Non abbiamo più bisogno di controllori e di censori, dopo che il debito sanitario è stato ridotto del 25%».
L’Intersindacale sanitaria abruzzese lancia questo appello a Chiodi perché se ne faccia portavoce con il ministro della sanità Balduzzi e con il Tavolo romano che controlla l’applicazione del Piano di rientro. Secondo questi sindacati, per la sanità abruzzese non ha più senso la necessità di una badante, soprattutto se si considera che l’attuale vice commissario Giuseppe Zuccatelli, “imposto” per sostituire la dimissionaria Giovanna Baraldi, lavora part time ed ha tali e tanti impegni da non poter assolvere il suo compito con la necessaria applicazione. Senza dire che spesso i suoi incarichi (ad esempio nelle Marche) lo pongono in un obiettivo conflitto di interessi, come quando parla di accordi di confine con questa regione per alleggerire la mobilità passiva che è uno dei problemi irrisolti della sanità abruzzese.
«Soprattutto negli ultimi sei mesi – scrive l’Intersindacale – abbiamo dovuto subire decreti contraddittori che hanno provocato una difformità sia nell’assistenza ospedaliera che in quella territoriale, per cui è necessario un momento di riflessione per uniformare tutti i provvedimenti che via via si sono sovrapposti, come il decreto Balduzzi, e che vanno ricondotti nell’ambito del Piano sanitario regionale vigente».


In realtà, dietro queste critiche, c’è una contestazione di fondo e cioè la mancata condivisione - da parte del sub commissario - di questi decreti con gli addetti ai lavori. «Il che ha prodotto quei problemi di inappropriatezza delle prestazioni contro cui il sub commissario Zuccatelli si scaglia in inutili interviste, mentre avrebbe potuto evitarli a monte con una semplice concertazione - conclude l’appello dell’Intersindacale – noi ci siamo adoperati nel 2010 e nel 2011 per far tornare sotto controllo la sanità abruzzese e siamo pronti a collaborare di nuovo. Perciò basta commissariamento e soprattutto facciamo risorgere il Consiglio sanitario regionale».
In effetti la dura presa di posizione dell’Intersindacale nasconde una preoccupazione diffusa e cioè che l’ufficio del commissario – attraverso Giuseppe Zuccatelli – si appresti a varare il Piano della residenzialità e quello dell’emergenza urgenza applicando solo i parametri dell’Agenas, l’agenzia sanitaria nazionale, senza calarli nella realtà abruzzese. Così come c’è timore per «l’allocazione delle risorse e l’integrazione tra i distretti sanitari ed i medici di base, l’assistenza domiciliare, la dipartimentalizzazione degli ospedali e la mancata realizzazione dei contri di costo».
Dopo i trionfalismi per la riduzione dell’Irpef e dell’Irap per il raggiungimento del pareggio contabile dei bilanci, per l’Intersindacale si dovrebbe tornare a parlare di sanità vera. Infatti finora si è discusso di mutui trentennali da 95 mln di euro per pagare i debiti, di aumento delle accise sui carburanti, del bollo auto e dei tickets, di riduzione dei posti letto e della spesa farmaceutica, «il che ha determinato una evidente ed ingiustificata contrazione delle prestazioni sanitarie».


Sebastiano Calella