VERSO LE ELEZIONI

Abruzzo/ Crisi Pdl. Piccone: «stiamo ricucendo». Magliocco: «bugiardo e spudorato, se ne vada»

Ancora mal di pancia tra il Popolo delle Libertà

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Giuliante e Piccone

Giuliante e Piccone


ABRUZZO. Si continua a litigare in casa Popolo delle Libertà.
Il senatore uscente Filippo Piccone, capolista alla Camera e coordinatore regionale del partito cerca di gettare acqua sul fuoco. Assicura che anche se il Pescarese non avrà eletti in Parlamento «rappresenteremo gli interessi dei territori delusi dalle scelte per le candidature cercando di riequilibrare le rappresentanze e le forze in campo. Alla fine il Pdl sarà compatto. Ci stiamo confrontando per ricucire ogni strappo e delusione provenienti dai territori, comunque in parte fisiologici», garantisce.
Ma il malessere continua a farsi sentire. Sabato scorso il presidente del Consiglio regionale, Nazario Pagano, ha lanciato l’ultimatum: «o si commissaria il partito o me ne vado». E sarebbe già pronto a sostenere Rialzati Abruzzo di Calo Masci che ha presentato una propria lista in Senato ed è stato aspramente criticato da Gaetano Quagliariello («voleva un posto sicuro in Senato»). Anche l’assessore regionale Gianfranco Giuliante si è scagliato contro Piccone e ha tirato dentro anche Gianni Chiodi («ha confuso il ruolo di presidente della Regione con quello di sindaco di Teramo»).
Oggi Alfonso Magliocco torna ad attaccare il senatore di Celano: «è un bugiardo. Affermare che la discussione sulle candidature bisognava farla prima di comporre le liste contraddice la richiesta specifica venuta dalla segreteria regionale di individuare criteri e regole senza indicare direttamente i soggetti da mettere in lista».
Magliocco sostiene che «mentire in modo così spudorato non aiuta a superare il momento difficile, così come affermare "una volta chiuse le liste si dovrebbe lavorare tutti insieme per vincere le elezioni" dopo aver perpetrato uno scempio pretendendo che non ci debba essere reazione, la dice lunga sulla malafede di chi è responsabile di liste concepite in questo modo. Affermare poi che di ciò si dovrà parlare all'interno del Partito ma evitare, contestualmente, la convocazione della segreteria regionale, pure da più parti richiesta, rientra nella logica di chi vuole mettere a reddito la furbizia in danno della verità».
Per Magliocco c’è solo una strada da seguire e la delinea con chiarezza: «Piccone deve andarsene. Per quello che ha fatto oggi e per quello che ha fatto ieri. I debiti impagati della precedente campagna elettorale  ci costringono ad una partita in salita sui media locali, la situazione della Provincia con dirigenti di Celano mandati a L'Aquila è un ulteriore percorso in salita. Il tutto unito all'esclusione dalle liste dell'Aquila e Pescara, scelta a lui riconducibile, la dicono lunga su una inadeguatezza che il PDL non può continuare a scontare»

Nel frattempo secondo i sondaggi Sky-Tecné pubblicati pochi minuti fa alla coalizione di centrosinistra in Abruzzo sarebbe attribuito il 38,5 per cento dei consensi, oltre 11 punti in più rispetto al centrodestra.
Facile il commento di Silvio Paolucci (Pd): «Con Chiodi e Razzi il centrodestra abruzzese avrebbe dimezzato il proprio consenso nel giro di pochi mesi».