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Abruzzo/L’Aquila, Oscar Giannino contro la sentenza Grandi Rischi: «pessima»

Il candidato di Fid in Abruzzo per la campagna elettorale

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Oscar Giannino

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L’AQUILA. «Una pessima sentenza che rispecchia il pregiudizio antiscientifico italiano».


Oscar Giannino, candidato premier nelle liste di Fare per Fermare il Declino, nella prima tappa di un giro elettorale in Abruzzo ha commentato così la condanna a sei anni per i componenti della commissione Grandi Rischi emessa dal tribunale dell'Aquila.
«Non mi esprimo sul titolo dei componenti - ha precisato - ma quello che vale è che per qualunque scienziato italiano chiamato a comporre una commissione di valutazione di rischi, se il criterio penale diventa quello della massimizzazione della cautela, alla luce di questa sentenza, per evitare imputazioni per fattispecie gravissime del codice penale, dovrà semplicemente ogni caso dire 'massimo rischio per tutti', invece di fare una valutazione statistica rispetto ai fenomeni».
«Mi rendo conto - ha aggiunto Giannino - che metterla dal punto di vista statistico può sembrare a tutti una cosa impropria. Meglio salvare una vita, quindi tutti in strada. In questo caso, però chi fa numeri e scienza non serve più a niente. In questo caso dovremmo dire a tutti quelli che abitano nella zona rossa del Vesuvio 'da domani mandiamo le ruspe'. E lì, penso, che bisognerebbe farlo. Una via di mezzo dovrebbe essere la ragionevolezza, questa sentenza è irragionevole».
Poi il Giornalista ha risposto a varie domande dei cronisti affrontando diversi argomenti. Come quello del caso Monte Paschi: «sbagliano in maniera feroce quelli che dicono che la vicenda non è una questione politica e che non riguarda il Pd. Qui il problema riguarda tutte le fondazioni - ha spiegato -. I signori delle fondazioni che hanno avuto un grande atteggiamento di riverenza da parte dei politici, Buzzetti, per dirne uno, sono tutti espressioni della politica. Nella mia città, Torino, attualmente il presidente della compagnia San Paolo è l'ex sindaco Chiamparino - ha continuato -. Quindi, questa storia per cui le fondazioni non sono la politica è una pietosa palla».
La conseguenza del caso Mps, secondo il candidato premier, è che «a oggi, com'é giusto, il Financial Times, cioé l'Europa e i mercati europei, di nuovo cominciano a sospettare del nostro sistema bancario».
Su Berlusconi ha le idee chiare: «non avrà più titoli per rappresentare l'Italia in Europa e nel mondo», così come su Monti: «mi ha molto deluso» e su Bersani: «mi dispiace che abbia adottato delle regole alle primarie per fregare Renzi, perché Renzi avrebbe cambiato il segno alle politiche, e avrebbe portato alla Terza Repubblica».
Idee chiare anche sui magistrati in politica: «nel mio Paese ideale dovrebbe essere un po' più complicato per i magistrati scendere in politica e poi avere il posto che li riaspetta per tornare a fare sentenze. Nel mio Paese ideale - ha continuato - dovrebbe essere più complicato fare politica soprattutto per i magistrati penali, per i pubblici ministeri penali, quelli che nelle fasi di indagini preliminari hanno grandi poteri per il nostro ordinamento, sulla libertà dei cittadini, sulla continuità di impresa e sul patrimonio degli indagati».