SANITA'

Abruzzo. Asl Teramo, Chiodi salva Varrassi e respinge licenziamento

Riconfermati anche Silveri e Zavattaro

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Il manager Asl Giustino Varrassi

Il manager Asl Giustino Varrassi

TERAMO. Alla fine, dopo mesi di polemiche e minacce, il manager resterà al suo posto.

Il governo Chiodi era propenso a sollevare dall'incarico il professionista aquilano poi ha inserito la retromarcia.
La giunta regionale abruzzese ha infatti rigettato la proposta della Direzione regionale Sanità della Regione Abruzzo di procedere con la rescissione del contratto con il direttore generale della Asl di Teramo, Giustino Varrassi.
Confermate dunque le anticipazioni che volevano l'esecutivo regionale adeguarsi a quanto indicato nel parere legale dall'Avvocatura dello Stato, ovvero di non licenziare il massimo responsabile della sanità teramana per evitare un contenzioso inopportuno per la causa pubblica.
In sostanza, presidente della Regione e assessori non si sono assunti la responsabilità di 'tagliare' il manager nell'insussistenza di estremi giudiziari tali da poterne giustificare un allontanamento.
La riunione straordinaria della giunta regionale è durata lo stretto necessario per mettere nero su bianco qualche sottolineatura contraria alla decisione che poi è scaturita, ma in sostanza la decisione alla fine è stata presa all'unanimità dei presenti. La procedura era stata avviata sulla base di una rivalutazione dell'operato del direttore, a seguito del suo coinvolgimento in alcune inchieste giudiziarie, segnatamente quella sull'utilizzo dell'auto di servizio, della promozione dell'urologo Robimarga e del sequestro del laboratorio di fecondazione assistita del Mazzini per mancanza dell'autorizzazione regionale.
Varrassi dunque prosegue nel suo lavoro alla guida della Asl 106, fino alla fine di novembre, scadenza naturale del suo mandato.
Nei giorni scorsi la giunta regionale ha riconfermato anche Giancarlo Silveri alla Asl Avezzano, Sulmona, L’Aquila per altri 5 anni (trattamento economico annuo 113.620 euro) e Francesco Nicola Zavattaro alla Asl di Chieti, Lanciano, Vasto per altri 5 anni (trattamento economico annuo 113.620 euro). 

RUFFINI: «ERA TUTTO STUDIATO A TAVOLINO»
«Era stato tutto studiato a tavolino», commenta il consigliere regionale del Pd Claudio dice Ruffini «se lo si voleva mandare via lo si doveva e poteva fare lo scorso 29 agosto quando c’erano tutte le condizioni per non riconfermarlo. Invece si è preferito inscenare tutta questa procedura per far vedere all’opinione pubblica che la Regione stava valutando il manager secondo la legge. In sintesi Chiodi ha prima dovuto respingere i mal di pancia dell’assessore Paolo Gatti, per poi scaricare la posizione dello stesso assessore, trincerandosi dietro il parere dell’Avvocatura regionale. Da buon venditore di fumo, Chiodi ha dimostrato ancora una volta agli abruzzesi di non avere l’autorità per imporsi e per governare la sanità regionale. Ha vinto il vecchio modo di fare politica che considera il direttore generale il braccio operativo della stessa piuttosto che una figura imparziale al servizio dei cittadini».