INCHIESTA TERMINATA

Concorsi pilotati, «nessuna Parentopoli in Regione»

Soddisfatto D’Amico: «ora si torni a credere nelle istituzioni»

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Giovanni D'Amico

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ABRUZZO. «Sono stato scagionato perche' il fatto non sussiste».
Dopo quasi tre anni dallo scoppio dell’inchiesta su una presunta Parentopoli per presunti concorsi pilotati l’ipotesi accusatoria crolla e l’indagine si smonta.
La maggior parte degli indagati esce di scena e può tirare un sospiro di sollievo.
Come il consigliere regionale del Pd Giovanni D'Amico che stamattina in conferenza stampa ha commentato la vicenda nella quale era stato tirato dentro quando era assessore regionale con delega anche al personale. «Il giudice ha stabilito che non c' è stata nessuna Parentopoli. Questo pronunciamento, dunque, oltre a salvaguardare le persone è anche un elemento utile affinchè i cittadini possano riacquistare fiducia nelle istituzioni», ha detto affiancato dal suo legale Francesco Innocenti.
Il lavoro della Magistratura «è stato ineccepibile», ha proseguito D’Amico, «i due filoni di indagini hanno portato entrambi alle stesse conclusioni evidenziando così la non esistenza di una “Parentopoli”. Ovviamente mi premeva ribadire questo aspetto in quanto la convergenza delle sentenze dei due tribunali restituisce piena dignità all’operato della Regione».
«In particolare - conclude il consigliere regionale - è importantissima la sentenza del giudice Billi che ha chiesto, egli stesso, l’archiviazione perché il fatto non sussiste. Dunque, acclara che in quegli anni il nostro lavoro è stato ineccepibile».
Sono stati invece rinviati a giudizio con l'accusa di falso, Antonio Iovino, già dirigente del servizio organizzazione e sviluppo delle risorse umane, finanziarie e strumentali e ora dirigente del settore lavori pubblici, Rocco Totaro, dirigente medico di primo livello nella clinica neurologica dell' ospedale San Salvatore, Rosa Norcaro, madre di Antonio Iovino e Paolo Cesare Giffi, per i quali è stata fissata la prima udienza dibattimentale al 14 giugno.
Per questo procedimento, il giudice Billi ha assolto oltre al vice presidente del consiglio D'Amico, anche Nazzareno Fidanza, ex presidente del Parco regionale Sirente-Velino; Franco La Civita, dirigente del servizio Riforme istituzionali e rapporti con gli enti locali della Regione, Alessandra Manni, Fabio Fidanza, Sonia Pantoli e Marina Flati.
L'inchiesta partì in seguito ad una denuncia di un consigliere regionale di Forza Italia, Giuseppe Tagliente che denunciò anche pubblicamente la presunta Parentopoli e disse: «la politica se n'è accorta eccome, non foss'altro perché a richiamarla sono stato proprio io con diversi interventi in consiglio regionale e con almeno due documenti che furono poi acquisiti dalla magistratura. C'erano gli elenchi delle persone da stabilizzare , compresi i nomi che qualche perplessità avevano suscitato. Proprio la politica ha voluto fare finta di non accorgersene, evitando ogni confronto con il sottoscritto, bollando ogni affermazione come strumentale o nascondendosi dietro l'atteggiamento di regale indifferenza, ch'era proprio dell'ex presidente Del Turco».