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Abruzzo. La procura indaga sui contributi pubblici ai partiti: spesi 2 mln in due anni

Una inchiesta simile a quella delle altre regioni. Fondamentale il controllo sui giustificativi

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Abruzzo. La procura indaga sui contributi pubblici ai partiti: spesi 2 mln in due anni

Durante il Consiglio regionale



PESCARA. La Regione ha erogato negli anni 2010-2011 quasi 2 milioni di euro ai gruppi consiliari.
821 mila quelli che grazie alla legge regionale sono finiti nelle casse dei partiti locali che siedono in Consiglio regionale nel 2010. La cifra ha superato il milione di euro nel 2011. Per il 2012 non ci sono ancora dati a disposizione.
Ma intanto si apprende che la Procura di Pescara, così come avvenuto nei mesi scorsi in altre procure d’Italia, ha aperto un fascicolo di inchiesta sulle spese effettuate dai gruppi abruzzesi.
Le indagini sono nella fase preliminare di acquisizione della documentazione degli ultimi cinque anni, affidate, come cita il quotidiano "Il Tempo" oggi, ai carabinieri provinciali di Pescara.
I carabinieri hanno chiesto la scorsa settimana alla Presidenza del Consiglio regionale copie di tutte le spese sostenute non solo in questa legislatura, iniziata nel 2009 con l'elezione di Gianni Chiodi a seguito della caduta della giunta Del Turco, a causa della Sanitopoli scoppiata nel 2008.
Il Consiglio regionale ha due sedi, una all'Aquila e un'altra a Pescara: è verosimile che l'intervento della Procura di Pescara sia dovuto ad un esposto presentato per competenza al tribunale della città Adriatica e non a quello dell'Aquila. Se l’inchiesta viene presentata dalla Regione stessa come una normale attività di routine peraltro generalizzata sarà importante vedere se effettivamente non ci saranno sorprese come hanno già più volte preannunciato i maggiori esponenti dei partiti in consiglio. E più che sul “quanto” l’obiettivo è sapere “come” sono stati spesi i soldi pubblici visto che – benchè decantata- la trasparenza anche questa volta è solo millantata pubblicando sul web un documento riepilogativo del bilancio, probabilmente redatto per l’occasione e senza i relativi giustificativi (fatture, scontrini ecc) o altri particolari specifici delle attività.  
Come detto solo negli ultimi due anni di soldi pubblici nelle casse dei partiti ne sono arrivati quasi 2 milioni. Tutto denaro pubblico che l’amministrazione regionale gira ai partiti così come disposto dalle leggi regionali 25 del 1972 e la 18 del 2001. Sulle spese del 2010 avevamo già parlato qualche tempo fa.

I DATI AGGIORNATI AL 2011
Cosa è successo invece l’anno seguente? Nel 2011 i gruppi consiliari non hanno avvertito la crisi ed hanno incassato oltre 1 milione di euro: 203 mila euro al Pdl, 153 mila euro al Pd, 133 mila euro all’Idv, 82 mila euro a Rialzati Abruzzo, 64 mila a Fli, 46 mila a Api, 20 a Comunisti italiani, 80 mila euro a Sinistra e Verdi, 75 mila a Mpa, 92 mila euro a Rifondazione, 45 all’Udc. Ed hanno speso più dell’anno precedente.

COME E DOVE HANNO SPESO
Sul sito della Regione ci sono i vari consuntivi che come detto comprendono voci generiche.
Il Pdl ha speso nel 2011 una cifra pari a 283.118 mila euro (+ 48.000 euro rispetto all’anno precedente) tra campagne di comunicazione (75 mila euro), spese di rappresentanza (12.300 euro), convegni e incontri (15 mila euro), collaborazione di co.co.co (92.854).
Solo 1.609 euro di rimborso alle ‘spese dei consiglieri’ che, come emerso nelle indagini fatte in Lombardia e Lazio, è la voce più ‘pericolosa’ dove nascondere rimborsi non dovuti.
Il Pd ne ha spesi 138 mila, quasi 30 mila rispetto all’anno precedente. 44 mila euro li ha investiti tra acquisto giornali, riviste, spese di rappresentanza, telefono, collaborazioni e quasi 60 mila per «consulenze e collaborazioni professionali». Poco più di mille euro alla voce ‘rimborso spese consiglieri’.
L’Italia dei Valori ne ha spesi 140 mila (30 mila in più rispetto al 2010). La spesa più elevata è quella alla voce generica (ovvero non dettagliata nel documento messo on line) ‘rimborso spese consiglieri’: 28.493 euro. Un vero record che stacca tutti gli altri. Per consulenze e collaborazioni occasionali sono stati spesi 54.400 euro.
Rialzati Abruzzo ha ‘investito’ 72.500 euro (600 di rimborsi ai consiglieri), Fli 54 mila euro (47 mila euro in più rispetto all’anno precedente). 

Per precisione bisogna aggiungere che la voce generica potrebbe dipendere da una diversa imputazione dei costi (es. spese telefoniche intestate ai vari consiglieri e non al gruppo).
Di questi 5.741 euro di rimborsi alle spese dei consiglieri (seconda cifra più elevata dopo quella dell’Idv) e quasi 7 mila euro per rappresentanza. Api ne ha spesi 40 mila euro, Comunisti italiani 13 mila euro (6 mila euro in meno rispetto al 2010 e 0 euro per i rimborsi ai consiglieri), la Sinistra Verdi 67 mila euro (18 mila euro rispetto a 12 mesi fa): 14.800 per convegni, 28 mila per prestazioni tecniche e d’opera e spese di funzionamento.
Mpa ha speso 36 mila euro (2.800 per le spese dei consiglieri), Rc 70 mila (0 euro per rimborso ai consiglieri, 11 mila euro per manifesti, 7 mila per ricerche, collaborazioni e consulenze).
Al risparmio l’Udc che ha speso 67 mila euro, quasi 40 mila in meno rispetto all’anno prima. Duemila euro sono andati ai rimborsi per i consiglieri, 8 mila per spese di rappresentanza.
Si chiarisce ancora una volta che i soldi pubblici sono erogati al fine di sostenere l’attività politica di partito e di propaganda poiché la legge lo ha ritenuto necessaria ai fini del mantenimento della democrazia.

 QUANTO SPENDONO I GRUPPI CONSILIARI: ECCO I CONSUNTIVI 2009-2011

«UN MODELLO DA SEGUIRE»
Nei mesi scorsi, mentre in Lazio si gridava allo scandalo Fiorito, il capogruppo del Pdl, Lanfranco Venturoni aveva spiegato che sul meccanismo dei finanziamenti pubblici ai gruppi consiliari la Regione Abruzzo è «un modello da seguire».
«Da tempo», aveva spiegato, «siamo l’unica regione, insieme all’Emilia Romagna, ad avere i revisori dei Conti estratti a sorte. Tutte le spese dei gruppi consiliari sono state rendicontate, sono state poste al vaglio dei revisori che quando hanno visto qualcosa che non era secondo legge e secondo regolamento lo segnalavano».
Dunque oggi, nonostante le notizie di una inchiesta in corso, tutti sono tranquilli. In una nota che arriva dal Consiglio regionale si spiega che gli stessi inquirenti hanno espressamente richiesto la “massima riservatezza” sulla vicenda. «Riservatezza che certamente non è stata violata dall’Istituzione, né tantomeno dai suoi uffici», garantiscono.
Si incrociano le dita e si spera che almeno questa volta l’Abruzzo e la sua politica possa distinguersi per virtù.

Alessandra Lotti