DEMOCRAZIA AFFOGATA

«Democrazia negata», il popolo dell’acqua pubblica scende in piazza

«Nuova tariffa, vecchia truffa», le ragioni degli aumenti tra amnesia e ostinazione

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«Democrazia negata», il popolo dell’acqua pubblica scende in piazza
ABRUZZO. I movimenti per l'acqua contro il nuovo metodo tariffario approvato dall'AEEG.

 
Ancora una volta il popolo dell'acqua scende in piazza in tutta Italia, a difesa dell'esito referendario.
 Il 12 e il 13 giugno di due anni fa 27 milioni di cittadini italiani, tra cui 600'000 abruzzesi, si sono espressi contro la privatizzazione dell'acqua, per difendere la natura pubblica dei beni comuni, ponendo così un importante limite alla speculazione economica senza precedenti che sta compromettendo le nostre vite e l'intero pianeta. Da allora, anziché al rispetto della volontà popolare, quelle persone hanno assistito solo a ripetuti tentativi di negarne la legittimità.
L'ennesimo e grave tentativo è arrivato il 28 Dicembre 2012 quando l'Autorità per l'Energia Elettrica ed il Gas (AEEG) ha approvato il nuovo metodo tariffario transitorio 2012-2013 per il Servizio idrico Integrato.
«L'Autorità», dicono i comitati, «aumentando la tariffa, nega il secondo referendum sulla remunerazione del capitale e lascia che si possano fare profitti sull'acqua, cambiando semplicemente la denominazione in “costo della risorsa finanziaria”, ma non la sostanza: profitti garantiti in bolletta».

Con questa manovra si nega –dicono i cittadini scesi in piazza- il potere referendario dei cittadini e si afferma quindi «una sospensione democratica gravissima a danno di tutti, confermando ancora una volta l’emergenza democratica di questo paese, causata da una politica corrotta e classista».
«Vogliamo infatti ribadire che l'Autorità ha potuto agire in tal modo», spiegano i comitati dell’acqua pubblica, «grazie alla rafforzata impostazione neoliberista data in questi mesi dal governo Monti, ombra della Troika e dei grandi potentati economici e finanziari, che ha spianato la già larghissima strada della privatizzazione dei beni comuni. E' chiaro l'intento di speculazione sui servizi pubblici essenziali alla vita, a partire dall'acqua, che si nasconde dietro questa deliberazione amministrativa. Per questi motivi siamo oggi impegnati sul nostro territorio con varie iniziative di informazione e denuncia, dal flash mob al volantinaggio, per chiedere, portando in alto le schede referendarie, l'immediato ritiro del nuovo metodo tariffario e le dimissioni dei membri dell'AEEG».
Inoltre, visto l'avvicinarsi del prossimo appuntamento elettorale, i comitati invitano le forze politiche candidate nella circoscrizione Abruzzo ad un incontro pubblico venerdì 8 febbraio dalle ore 16:30 presso la Camera del Lavoro di Pescara ( Via B. Croce, 108 ) per richiedere «chiare prese di posizione riguardo la gestione del servizio idrico e il rispetto dell'esito referendario».