PETROLIO A CASA NOSTRA

Rospo Mare, «i danni li vedremo tra un anno»

La società smentisce, la procura indaga, settore alberghiero si mobilita

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FOSSACESIA. Anche dopo le rassicurazioni della società Edison non si palacano gli allarmi per il presunto sversamento in mare di petrolio.
La società smentisce e assicura che quella chiazza scura avvistata lunedì sera davanti Rospo Mare, era solo «fango ed erba».
Da Fossacesia, una sessantina di chilometri più a nord, l’assessore Andrea Natale, (Ambiente) sostiene che l’entità dei danni si vedrà nel corso dell’anno: «oltre agli uccelli, sono coinvolti anche gli esseri microscopici (plancton) che sono il nutrimento dei pesci e la vita dei fondali che incide sulla produttività già bassa dei nostri mari. Vongole e cozze si nutrono filtrando acqua, che cosa mangeremo nei nostri piatti? C’è stata contaminazione? Cosa pescheranno le nostre marinerie già in difficoltà? Dovremo acquistare prodotti ittici che vengono da fuori? Chi farà le analisi?» 


La Procura di Larino, intanto, ha avviato delle indagini per inquinamento a carico di ignoti e sostiene che lo sversamento «dove sia effettivamente riconducibile all'impianto, si è immediatamente fermato ed è stato di minima entità. Al momento dell'intervento della Guardia Costiera, attivata dal personale della stessa nave cisterna, nessuno sversamento in acqua di idrocarburi è stato accertato. In via precauzionale Edison ha fermato l'estrazione».
E se l’inchiesta procederà per la propria strada tra Abruzzo e Molise è riscoppiato il dibattito che va avanti da anni: trivelle sì o trivelle no?
Il presidente Pasquale Cacciacarne, dell’associazione B&B Parco Maiella Costa Trabocchi chiede invece di invertire la rotta: «non si può andare più avanti con questa spada di Damocle del petrolio nei nostri territori. Le prospettive economiche delle attività che rappresentiamo devono poter avere un orizzonte libero da questi impedimenti sulle prospettive future di sviluppare una economia competitiva e di qualità del turismo. Basta, è ora di dire basta e di invitare la classe politica ed amministrativa della Regione Abruzzo, delle province e dei Comuni ad opporsi a questa deriva petrolifera una volta per tutte».


E la mente vola alla piattaforma denominata Ombrina 2, che potrebbe arrivare presto, con annesso centro oli in mezzo al mare a vista della costa tra Ortona e San vito, proprio davanti alla così citata Costa dei Trabocchi.
Gli operatori hanno inviato “osservazioni” ufficiali contro il progetto di realizzazione di questo impianto.
Il Movimento 5 Stelle chiede invece di «non minimizzare se non ha ancora stabilito la natura tecnica dell’incidente».
«Abbiamo bisogno di ragguagli sulle condizioni del mare sia in superficie che in profondità», chiede il M5S.


Il Wwf ha diffuso fotografie di uccelli marini coperti di bitume che però la Edison definisce una «strumentalizzazione».
«Fa parte di una memoria troppo recente», chiude il movimento di Beppe Grillo, «la catastrofe del golfo del Messico e il fantasma del disastro ecologico incombe sulla popolazione. E’ compito di ogni cittadino vigilare e tutelare sul territorio, demandare questa priorità alle presunte strutture preposte ha già prodotto danni sufficienti».