VERSO LE ELEZIONI

Abruzzo. Pezzopane sfida Berlusconi: «voglio un confronto con lui, devo dirgliene quattro…»

«Cinico strumentalizzatore del terremoto, causa principale della crisi italiana»

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Stefania Pezzopane

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ABRUZZO. Stefania Pezzopane lancia il guanto di sfida.


Poche righe scritte questa mattina sulla sua pagina Facebook con la composta efficacia di chi inchioda l’avversario all’angolo. L’ex presidente della Provincia, oggi assessore al Comune di L’Aquila, la più votata alle scorse amministrative e tra le più votate alle primarie per il Parlamento, vuole un confronto con il suo avversario diretto. Sì, perché, come ricorda sui social network, i due sono entrambi capolista al Senato per l’Abruzzo, rispettivamente per Pd e Pdl. «Io sono donna, alla prima legislatura, abruzzese, terremotata», specifica.
«Il Pdl», va avanti, «ha scelto in Abruzzo come capolista al Senato Berlusconi, quasi ottantenne, non abruzzese, cinico strumentalizzatore del terremoto, causa principale della crisi morale, economica e sociale dell'Italia. Mi piacerebbe un faccia a faccia con lui per dirgliene 4. In piazza o se ha paura della gente, in televisione». L’ex premier raccoglierà il guanto? Difficile che accada.
Ma un’altra sfida viene lanciata sempre da un esponente del partito Democratico ad un ‘avversario’ del Popolo delle Libertà. E’ quella di Camillo D’Alessandro, (candidato all’11° posto alla Camera) a Lorenzo Sospiri. Quest’ultimo è in rotta di collisione con il suo partito a causa della mancata rappresentanza del territorio pescarese tra i parlamentari.
«Non muoia come un giovane vecchio», dice D’Alessandro. «Abbia il coraggio dello zio che, ad un certo punto, ha mandato a quel paese i vari Di Stefano. Non si puo' difendere l'indifendibile».
Il capogruppo del Pd in Regione si chiede poi cosa si intende per «Agenda Pescara», quella che Sospiri ha chiesto a Gianni Chiodi di firmare per far rientrare la crisi: «vuol dire soldi ed opere pubbliche in cambio di voti?», domanda D’Alessandro. «Questo si chiama voto di scambio: mi impegno, porto i voti, a condizione che...».
Intanto il governatore assicura che il partito si sta lentamente ricompattando: «stiamo lavorando per alimentare l'operazione di ricucitura con coloro che legittimamente aspiravano ad una candidatura e che hanno ricevuto una delusione personale. E' stato un errore non attribuire un posto utile ad un rappresentante pescarese - ha continuato Chiodi -, ma ciò non toglie che Pescara e la sua classe dirigente possano avere tanti modi di compensazione. Ora l'obiettivo principale è ottenere il migliore risultato possibile per sconfiggere la sinistra, il nostro avversario - ha concluso - è Bersani».
In particolare, la ricucitura è in atto con il presidente del Consiglio regionale, Nazario Pagano, uno dei più delusi dalle scelte fatte, il quale ha annunciato che sabato, insieme al suo gruppo, deciderà se autospendersi e appoggiare la lista al senato capitanata dall'assessore regionale al bilancio Carlo Masci, oppure rientrare nei ranghi.