PETROLIO A CASA NOSTRA

Abruzzo. Rospo mare: Edison, «confermata assenza di inquinamento. Era solo erba e terra »

Per l’azienda «non c’è il corpo del reato» ma la procura indaga

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Rospo Mare

Campo Rospo Mare il 22 gennaio


VASTO. A 60 ore dal lanciato allarme avvenuto alle ore 22:30 di lunedì, per avvistamento di una macchia sospetta presso il Campo Rospo Mare, la Edison esclude « categoricamente» la presenza di greggio in mare.
Intanto la procura competente, quella di Larino, va avanti nell’inchiesta e i magistrati indagano proprio per presunto inquinamento. «La perdita di idrocarburi in acque territoriali c’è stata – ha spiegato il procuratore capo Ludovico Vaccaro – anche se è stata circoscritta. Stiamo accertando le cause e ricostruendo con precisione la dinamica».
Ma dalla società si minimizza. «E’ stato un falso allarme ma non siamo pentiti di averlo lanciato perché questo dimostra il rispetto che abbiamo per il mare», ha detto stamattina in conferenza stampa il direttore idrocarburi, Nicola Monti. La macchia, che ha generato l'allarme e che era stata stimata a quel momento a distanza di 30 metri dalla nave stoccaggio FSO Alba Marina, e con un'onda media di 2 metri di altezza, di dimensione 20 per 60 metri (circa 1 metro cubo) «si è rivelata essere composta di natura diversa dal petrolio, sostanzialmente - dice la Edison - terra ed erba di origine fluviale».
In tal senso Monti ha sottolineato la mancanza del «corpo del reato» rispetto a interventi di indagine sull'ipotesi petrolio.
E su una possibile perdita da una manichetta (la condotta flessibile che va dalla produzione alla nave) Monti ha sottolineato che «l'ispezione sottomarina, durante la quale si sta inoltre provvedendo alla registrazione del tiraggio della linea, già oggetto di un piano di manutenzione programmato, ha completato il quadro della situazione, portando ad affermare l'assenza di sversamento di petrolio in mare».
«Ho dichiarato io l'emergenza - racconta il responsabile esercizio Edison, Giovanni Di Nardo - e non sono pentito. L' operato della nave ha dimostrato di presidiare bene la zona».
Nei prossimi giorni proseguiranno le ispezioni subacquee - con una pausa prevista nelle prossime ore a causa delle difficili condizioni meteomarine - portando in questo modo a compimento tutti i rilievi previsti.

«MASSIMO LIVELLO DI SICUREZZA»
«L’FSO Alba Marina», ha spiegato l’azienda, «è stata progettata e realizzata per garantire il massimo livello di sicurezza anche in condizioni meteomarine estreme (18 metri d’onda e venti sino a 150 km/h) grazie al sistema di ormeggio adottato». La nuova FSO Alba Marina appartiene alla categoria Aframax, con doppio scafo e doppio fondo, ha una portata lorda di 109.000 tonnellate e possiede i più avanzati sistemi di controllo di rilevazione automatica di presenza di gas, incendio e arresti di emergenza che garantiscono un elevato livello di sicurezza delle operazioni. Progettata per ospitare 50 persone tra tecnici e operatori, è presidiata 24 ore su 24 ed è in costante collegamento con la base operativa Edison di Santo Stefano a Mare.
Nelle prossime settimane e' previsto un altro intervento straordinario di manutenzione al campo, finalizzato alla verifica delle apparecchiature in pozzo e al ripristino di 2 pozzi della Piattaforma Rospo Mare C. I lavori, che inizieranno nei primi giorni di Febbraio e che avranno una durata massima di 5 mesi, verranno realizzati dall’ impianto “Perro Negro 8”.

IL CAMPO ROSPO MARE
Il campo petrolifero offshore di Rospo Mare situato nel Mare Adriatico a circa 12 miglia dal Porto di Termoli è in produzione dal 1982 ed ha estratto sino a oggi 92 milioni di barili di olio. Gli impianti di produzione, che Edison gestisce in qualità di operatore al 62% in joint venture con Eni al 38%, sono installati sulle piattaforme di Rospo Mare A-B-C distanti 2 kilometri dalla FSO Alba Marina. Le piattaforme sono installate in 70 metri di profondità d’acqua, sono interconnesse tra di loro tramite condotte sottomarine e l’olio prodotto dai 28 pozzi di produzione è convogliato attraverso una condotta sottomarina alla FSO Alba Marina.

INVERITRE LA ROTTA
«E’ giunto il momento di invertire decisamente la rotta con chiare decisioni politiche e con indirizzi incontrovertibili», chiede intanto la costituente per il parco nazionale della Costa Teatina. «Bisogna giungere al più presto alla perimetrazione definitiva del Parco nazionale della Costa Teatina. E' vero che tecnicamente non risolve del tutto il problema petrolio, soprattutto in mare, ma indica chiaramente quale direzione vuole prendere il territorio, ovvero uno sviluppo turistico ambientale e sostenibile assolutamente non compatibile con le trivellazioni petrolifere, comunque. In ogni caso un parco allontana i petrolieri perché comporta troppa burocrazia in più per loro che amano concludere pratiche veloci ed accomodanti».
Maria Rita D'Orsogna a proposito del presunto sversamento di Rospo mare ha dichiarato «tutti in stato d’allarme per Rospo Mare. Non avete visto niente. Aspettate solo Ombrina, e queste cose saranno all’ordine dl giorno. Le FPSO (navi di supporto offshore) in Inghilterra hanno in media 45 sversamenti l’anno».
La Costituente rivolge un invito agli operatori economici del turismo ( albergatori, balneatori, ristoratori, proprietari di bed & breakfast, campeggi, bars, pubs ecc…) e tutti i cittadini che amano il mare: «fate sentire la vostra voce e spingete la politica abruzzese a scelte più coraggiose».