VERSO IL VUOTO

Pdl non paga pubblicità elettorale, Magliocco: «Piccone va sospeso»

Masci: «in lista sconosciuti raccomandati da Roma». Toto (Fli): «pronta la sfiducia del Pdl nei confronti di Chiodi»

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Pdl non paga pubblicità elettorale, Magliocco: «Piccone va sospeso»

Alcuni esponenti del Pdl

 

 

ABRUZZO. Le ore passano ma la calma in casa Pdl stenta a tornare.
Ieri è stata forse la giornata più ‘calda’ da quando sono state rese note le liste elettorali che hanno scontentato tutti.
Il presidente Chiodi ha attaccato il coordinatore nazione del Partito, Fabrizio Cicchitto («è inaccettabile che sia lui il coordinatore del Pdl in Abruzzo»») e come risposta si è preso la definizione di «soggetto privo di senso di responsabilità e autore di affermazioni demenziali».
Intanto adesso il coordinatore Pdl L'Aquila-Sulmona, Alfonso Magliocco chiede la sospensione del coordinatore regionale Filippo Piccone perché «non è terzo rispetto all'utilizzo dei fondi» del partito.
Magliocco evidenzia la «sovrapposizione del ruolo di candidato e di soggetto gestore del budget del Pdl Abruzzo, utilizzabile sia per la Camera sia per il Senato» del senatore uscente e ricandidato alla Camera. «Negli ultimi giorni - svela Magliocco - continuo a ricevere sollecitazioni (anche legali) circa il pagamento dei servizi offerti da svariate ditte durante l'ultima tornata elettorale delle amministrative».
Da quanto si è appreso, si tratta di spettanze non pagate dal Pdl a organi di informazione e agenzie di comunicazione per campagne elettorali delle scorse votazioni. Qualche giorno fa il direttore della televisione aquilana Tv Uno lo aveva denunciato pubblicamente sulla propria pagina Facebook.
In alcuni casi ci sono ingiunzioni di pagamento e cause in corso. «Già in passato ci sono stati e continuano a esserci problemi irrisolti - prosegue il coordinatore di federazione - pertanto ritengo che non sia soltanto un problema di stile ma anche di opportunità quello di evitare la sovrapposizione dei ruoli».
Magliocco conclude affermando di essere «certo della sensibilità del segretario regionale e quindi mi aspetto l'autosospensione dal ruolo per il tempo necessario al sereno svolgimento della campagna elettorale».
Intanto Daniele Toto, deputato uscente di Fli e candidato nuovamente alla Camera sostiene che appare sempre più imminente la sfiducia di Chiodi da Parte del Pdl. «Le parole di Cicchitto», spiega Toto, «fanno il paio con quella dell'onorevole Colucci, questore della Camera dei Deputati, che, al telefono con Lavitola, lo definì un ‘rammollito’ . Impressionano simili giudizi di autorevolissimi compagni di partito del presidente della Regione Abruzzo, aprendoci scenari illuminanti su un partito sul viale del tramonto. Se tre indizi fanno una prova, aspettiamo il terzo giudizio per avere la conferma definitiva della sfiducia che riservano al presidente i suoi stessi sodali».

CARLO MASCI: «SCONOSCIUTI RACCOMANDATI DA ROMA»
Intanto Carlo Masci, che corre al Senato con la sua lista Rialzati Abruzzo (mal vista dal Pdl perché così si tende a disperdere voti dell’area di centrodestra) su Facebook critica la legge elettorale e lancia il toto nomi dei parlamentari abruzzesi. «Con questa legge elettorale inaccettabile», scrive, «il 90% degli eletti al Parlamento sono stati già decisi dalle segreterie dei partiti nel chiuso di una stanza. Abbiamo visto nomi di candidati sconosciuti, che non stimiamo affatto, che hanno avuto un posto in lista non perché apprezzati dai cittadini ma perché raccomandati da Roma. Alla Camera potremmo già scrivere i nomi degli eletti in Abruzzo senza andare a votare, con al massimo una variabile su 14. Al Senato 6 posti su 7 sono già assegnati. Il settimo realisticamente se lo contenderanno Pelino, Veri', Blundo, Mascitelli, Tavani, Morra, Masci. Chi di questi pensate possa rappresentare le vostre esigenza e difendere al meglio i vostri interessi e quelli dell'Abruzzo a Roma?»