FINANZA PUBBLICA

Evasione fiscale: 56 miliardi di ricavi non dichiarati nel 2012

Il consuntivo della gdf sui controlli nello scorso anno. Individuati 8617 evasori totali

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2019

controlli finanza pescara
ROMA.  Ben più di una manovra finanziaria: nel 2012 gli italiani non hanno dichiarato ricavi e costi non deducibili per 56,1 miliardi di euro, 6 in più dello scorso anno.




E ben 8.617 soggetti erano completamente sconosciuti al fisco e hanno occultato, solo loro 22,7 miliardi. I dati dell'attività della Guardia di Finanza relativi allo scorso anno confermano e ribadiscono quanto ha detto anche oggi il comandante generale Saverio Capolupo: «nessuna tregua agli evasori fiscali e lotta decisa alla spesa pubblica».
 I numeri sono impressionanti se si tiene conto anche delle quasi 12mila persone denunciate per reati tributari e dei 5 miliardi di Iva evasa. Per non parlare dei dati relativi agli sprechi nella spesa pubblica: 160 indagini in corso per frodi e distrazione di fondi pubblici nei confronti di enti pubblici, amministrazioni locali e società partecipate; 15 mila persone denunciate per aver percepito indebitamente agevolazioni o indennità, 5,1 miliardi di danni accertati alle casse dello Stato; 1,6 miliardi di finanziamenti comunitari e nazionali illecitamente percepiti.
Ecco perché il comandante generale delle Fiamme Gialle non può che ribadire che le linee per l'anno appena iniziato non possono che partire dalla necessità di arginare fenomeni da troppo tempo radicati nella società italiana, che minano alle base l'economia del paese e che, allo stesso tempo, fanno salire la spesa pubblica a livelli impossibili da sostenere.
«Il nostro obiettivo - dice il generale Capolupo - è proseguire con decisione l'azione per recuperare le risorse sottratte al bilancio dello Stato, sia sul versante delle entrate che su quello delle uscite».
 Che, tradotto, significa lotta dura sia all'evasione fiscale che agli sprechi nella spesa pubblica, che «in questo momento è il settore che richiede la maggiore attenzione».
 L'obiettivo di questa duplice lotta senza quartiere è chiaro.
«Dobbiamo tutelare i cittadini onesti - dice il generale Capolupo - ma anche i mercati finanziari e l'economia legale».
 Ma per farlo è necessario migliorare ancora la qualità dell'azione  dei finanzieri e non è un caso che se da un lato si punterà ad una maggiore flessibilità dell'azione ispettiva, dall'altro si cercherà di colpire innanzitutto quei fenomeni in grado di mettere a rischio contemporaneamente più interessi economici e finanziari.
 Ma c'é un altro aspetto, dice ancora il comandante generale, su cui le Fiamme Gialle intendono lavorare con particolare impegno nel 2013 ed è la necessità di far capire ai cittadini, e soprattutto ai giovani, quanto sia importante il rispetto della legalità economico-finanziaria.
«Dobbiamo far comprendere che la legalità 'conviene' al singolo ed è patrimonio indispensabile per l'esistenza stessa e la crescita della collettività. Se non si lavora in questa direzione - chiosa il generale Capolupo - non ci può essere affrancamento dal degrado culturale e da ogni forma di illegalità».
 E proprio per sensibilizzare i giovani ad ottobre scorso è stato avviato un progetto con il ministero dell'Istruzione che sta portando gli ufficiali della Gdf nelle scuole primarie e secondarie di tutta Italia. «Scommettere sui giovani - conclude - significa investire nel loro futuro. A loro voglio dire che la legalità, alla fine, vince. Dunque aiutateci a restituire alla società civile ciò che le è stato illecitamente sottratto».