VERSO LE ELEZIONI

Abruzzo, elezioni. Verì ‘sfida’ gli ex amici del Pdl: «il candidato di Pescara sono io»

La consigliera regionale appoggia il premier Monti

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Sottanelli e Verì

Nicoletta Verì


PESCARA. Mentre il Popolo delle Libertà si scanna e si frantuma la consigliera regionale Nicoletta Verì, oggi con la lista Monti (capolista al Senato), ‘sfida’ gli ex.
Così se il Pdl contesta la mancanza di un volto Pescarese in posizione utile per la corsa al Parlamento la capolista al Senato del premier uscente chiede di «smetterla di mistificare la realtà».
«Comprendo la delusione per la formazione delle liste», ma secondo lei «non è più tollerabile che si continuino a dire falsità: Pescara ha il suo candidato per i moderati e si chiama Nicoletta Verì». Cioè lei.
La consigliera abbandona dunque il suo consueto aplomb e replica con fermezza agli attacchi che le arrivano soprattutto dagli ambienti del centrodestra. Come quelli del dimissionario coordinatore provinciale, Lorenzo Sospiri, che ha affermato che preferirebbe votare Carlo Costantini (Idv- Rivoluzione Civile di Ingroia) piuttosto che lei.
«E’ libero di farlo», replica la consigliera. «Il mio rammarico è che l’astio nei miei confronti da parte di un Consigliere regionale con cui ho lavorato fianco a fianco negli ultimi 4 anni, sia emerso solo in questi giorni, guarda caso nel momento dell’ufficializzazione delle liste elettorali. Forse non riesce ad accettare che io sia l’unica candidata pescarese del fronte moderato ad avere qualche possibilità di essere eletta in Parlamento, e questo grazie alla fiducia che Mario Monti ha avuto nei miei confronti, scommettendo su una donna che vive, lavora e fa politica a Pescara, guardando comunque sempre all’Abruzzo nella sua complessità di regione che vuole crescere e migliorare».
La Verì ritiene gratuite e controproducenti le critiche di Sospiri. «Molti colleghi – conclude – con cui ho condiviso le esperienze politiche degli ultimi anni in Comune e in Regione, le stanno provando tutte per mettermi i bastoni tra le ruote, non rendendosi conto che stanno facendo un danno a Pescara, all’Abruzzo e all’affermazione di una politica moderata e riformista. Io, però, non starò a guardare. Dalla mia ho la consapevolezza dell’onestà e dell’abnegazione con cui ho svolto il mio impegno politico e amministrativo, nella certezza di aver sempre lavorato per il bene comune. E gli attestati di stima e affetto che sto ricevendo in questi giorni da tante persone, sono per me la grande forza per portare avanti questa nuova sfida».
Critico nei confronti del Pdl anche Roberto Santuccione (Pescara Capoluogo d'Abruzzo) che sostiene che la classe politica al comando in Regione, Provincia e Comune, sia senza peso a livello nazionale.
«Adesso sono tutti contro tutti», commenta Santuccione. «Ricordano quasi l'epoca degli "untori" nelle più famose pestilenze del mondo. Scappano dalla nave che affonda e si scannano l'un l'altro in un balletto di accuse e invettive. La cosa ridicola è che Nessuno ha ancora avuto il coraggio di togliere la fiducia alle varie giunte di centrodestra a cui appartengono gli "ammutinati a chiacchiere e proclami" di una corrente politica che ha fallito su tutti i fronti».