VERSO LE ELEZIONI

Abruzzo. Pdl masochista: Sospiri contro Chiodi e Chiodi contro Razzi, Cicchitto e Aracu

Il coordinatore provinciale si dimette: «certezze su Pescara o lascio»

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Berlusconi e Chiodi

 E’ una vera e propria rivolta degli esclusi che parte da Pescara e a guidarla è il gruppo formato dal coordinatore provinciale Lorenzo Sospiri, dal presidente della Provincia Guerino Testa e dalla consigliera regionale Federica Chiavaroli.
Dopo l’ufficializzazione delle liste di Camere e Senato uno tzunami ha travolto il partito di Silvio Berlusconi in Abruzzo. Tutti contro tutti con la certezza che la resa dei conti si vedrà ad elezioni finite, quando Chiodi dovrà continuare a stare in equilibrio con una maggioranza sgretolata, assessori e consiglieri delusi, altri emigrati altrove.

E il bersaglio degli insoddisfatti in queste ore è proprio lui, il presidente della Regione Gianni Chiodi, al quale viene addebitata la responsabilità di non essere riuscito ad inserire in posizioni utili i candidati pescaresi, mentre invece c'é il contestato Antonio Razzi.
Sta di fatto che il Pdl con il varo delle liste ha deciso di farsi del male producendosi in una serie di “scenate” da parte di molti esponenti che hanno criticato il governatore, i vertici regionali del partito e quelli Romani per una serie di scelte «sconsiderate» che peseranno inevitabilmente.
Oggi hanno parlato ufficialmente sia Chiodi che Sospiri, responsabile provinciale di Pescara del Pdl che ha abbandonato polemicamente la carica.
Sospiri invita Chiodi a «smettere di fare il presidente della provincia di Teramo».
La centralità del Teramano rispetto alle altre zone è andato via via aumentando dal 2008, con l’avvento di Chiodi alla Regione, ed in questi giorni ha toccato il picco. «Resto nel Pdl», ha detto Sospiri, «e alle elezioni lo scontro è tra Berlusconi e Bersani, e io sto con Berlusconi nonostante Razzi. Ma finita la campagna elettorale, nel Pdl abruzzese bisognerà modificare gli equilibri marsico-teramani».

«LISTE INDECOROSE»
Sospiri parla di «liste indecorose» e chiede a Chiodi di andare a Pescara a firmare una agenda di lavoro, «un impegno con il partito pescarese, perché se è stato capace di fare una battaglia per trovare i fondi per l'alluvione nel teramano, deve essere capace di fare altrettanto per il porto di Pescara. Non ritiro le mie dimissioni fino a quando Chiodi non firma questo impegno. Non vogliamo altro, non chiediamo cariche e non le vogliamo. Resto sempre un militante Pdl, ma se non ci sarà l'impegno del presidente della Regione, io sarò un semplice militante, e vuol dire che qui qualcuno verrà a fare la campagna elettorale. Venga a firmare, se vuole i voti della nostra città».
Chiavaroli, che e' candidata al Senato, intende portare avanti una battaglia contro la sinistra ma la spaccatura che si e' creata nei giorni scorsi portera' ad un coordinamento regionale in cui ci deve essere necessariamente un rinnovamento. Testa ha rilanciato il tema della centralita' di Pescara in Abruzzo, non riconosciuta da chi ha elaborato le liste. «Pescara e' la locomotiva d'Abruzzo, se Pescara e' piccola l'Abruzzo e' piccolo, se Pescara e' grande l'Abruzzo e' grande». Ha anche fatto notare che nella vicenda del porto e' stato lasciato solo».

CHIODI: «O IO O ARACU E RAZZI»
«Se avessi fatto le liste io, io non avrei fatto alcuni errori che sono poi emersi, uno di questi non contenere una rappresentanza pescarese. E' un errore», ha detto invece Gianni Chiodi, intervenendo alla presentazione della candidatura del senatore uscente Paolo Tancredi.
«La questione era: o io o Aracu, o io o Razzi come onorevole... Sono parzialmente molto soddisfatto perché potevano essere fatte ancora meglio se avessimo avuto noi la possibilità di fare le liste invece lo abbiamo dovuto affrontare negli ultimi due giorni»
Riferendo poi di un acceso battibecco con Fabrizio Cicchitto, capogruppo Pdl alla Camera, nelle concitate ore dello scorso fine settimana, il governatore ha detto «di aver capito anche molte cose di questo partito e ho capito che bisogna entrare in contrasto con alcune logiche di questo partito. Perché io non accetto che il coordinatore dell'Abruzzo di fatto sia Cicchitto (e non Filippo Piccone e Fabrizio Di Stefano ndr). Non l'accetto, abbiamo un modo diverso di affrontare le tematiche, di fare politica».
«Di conseguenza io porrò una questione al partito nazionale subito dopo queste elezioni perché credo che si debba e evitare che per il futuro si possano ripetere cose di questo genere. Perché il partito è forte, e sarà capace di una grossa performance», ha chiuso Chiodi.

CICCHITTO, «DA CHIODI DICHIARAZIONI DEMENZIALI»
«Chiodi dice cose assolutamente demenziali: ho espresso il mio parere su quasi tutte le liste presentate nelle varie regioni d'Italia e ciò ovviamente non ha suscitato nessuno scandalo o ritorsione».
Così Fabrizio Cicchitto, capogruppo del Pdl alla Camera. «Nel corso della discussione sulla lista in Abruzzo, ho espresso liberamente il mio parere che per altro è stato totalmente disatteso visto come poi è venuta fuori la lista a testimonianza del fatto che rispetto all'Abruzzo il sottoscritto non esercita alcuna influenza né pretende di esercitarla. La mia critica di fondo riguardava il metodo seguito nelle scelte. Aggiungo anche che, per senso di responsabilità, che a Chiodi manca totalmente, non ho dato alcuna pubblicità a questo dissenso perché sono del parere che, una volta che le liste sono fatte, esse vanno difese», conclude.

 ARACU: «INACCETTABILI ATTACCHI»
«Reputo assolutamente inaccettabili», ha replicato invece Sabatino Aracu, gli attacchi contro il PdL e contro la mia persona fatti dal Presidente Chiodi. Ritengo che questi eccessi polemici possono essere dettati solo dalla ricerca di creare un diversivo di fronte ai dissensi che la lista da lui stesso così fortemente voluta sta provocando. In ogni caso, malgrado tutto, confermo il mio sostegno al PdL e al Presidente Berlusconi nella prossima campagna elettorale»