IL PERSONAGGIO

Antonio Razzi, l’ex uomo di Di Pietro che spacca il Pdl abruzzese

Nel 2010 denunciò le ‘avances’ del partito, 6 mesi dopo ‘salvò’ Berlusconi

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Razzi e Berlusconi

Razzi e Berlusconi

ABRUZZO. Un anno fa di questi tempi presentava a Roma il suo libro dal titolo ‘Le mie mani pulite’.
All’incontro con la stampa un ospite eccellente, seduto proprio accanto a lui: Silvio Berlusconi che scrisse la pagina di introduzione e disse: «è un cavallo di razza che non ha paura di nessuno e di niente». Un anno dopo Antonio Razzi, 58 anni originario di San Giovanni Teatino, è pronto a scalare la vetta del Parlamento grazie alle forzature romane del Pdl che, nonostante le proteste e le minacce abruzzesi, è stato inserito in quarta posizione, dopo Silvio Berlusconi, Gateano Quagliariello e la deputata uscente di Sulmona Paola Pelino.
Ecco, subito dopo c’è lui, che è riuscito a scalzare anche la pescarese Federica Chiavaroli, consigliere regionale e coordinatrice cittadina del Pdl di Pescara. Una, insomma, che sul territorio ci lavora. Ieri sera Chiavaroli ha comunque tirato un sospiro di sollievo: «abbiamo evitato candidature offensive ed inopportune», ha detto cercando di sedare le polemiche anche se i malumori restano. Ha protestato perché «Pescara e la sua provincia sono state ingiustamente ignorate e penalizzate: ciò è del tutto irragionevole». Ma si è detta pronta a lavorare con «lealtà» per il partito per formare qualcosa di «fresco e giovane», insieme a Andrea Parente, coordinatore giovanile del Pdl e Massimo Pastore, che il più giovane dei consiglieri comunali, entrambi candidati alla Camera.
Ed è alla Camera che sono ‘emigrati’ i senatori uscenti Filippo Piccone (primo della lista), Paolo Tancredi (secondo) e Fabrizio Di Stefano (terzo) per assicurarsi un ritorno certo in Parlamento che non sarebbe stato poi così sicuro se avessero corso per il Senato.
E se Razzi, in posizione difficilissima non dovesse riuscire ad andare a Roma, avrà comunque il peso di aver portato scompiglio con la sua presenza nel Pdl abruzzese che alla fine, anche dopo l’esclusione di Scilipoti e Aracu, è rimasto comunque insoddisfatto. Insoddisfatti, tra gli altri, sono Nazario Pagano che sperava in una candidatura e si dice pronto a sostenere Rialzati Abruzzo, così come insoddisfatto è anche Lorenzo Sospiri che potrebbe appoggiare i Fratelli d’Italia di Paolo Gatti.
Razzi verrà ricordato dunque come l’uomo che passò dall’ Idv a ‘Noi Sud’ salvando il governo Berlusconi (2010) ma anche come la spina nel fianco di un Popolo delle Libertà che in regione si sta disintegrando (2013).
Nei mesi scorsi aveva detto senza paura «non ho mai pentito di quello che ho faccio». Sempre lui aveva raccontato la dura vita del parlamentare («ho pensato ai cazzi miei»)
In queste ore è «felicissimo» per la candidatura, ha attaccato i colleghi abruzzesi («dopo tutto quello che ho fatto per l'Abruzzo, pensavo fossero più coerenti e rispettosi») ma probabilmente sa come si sentono perché qualche anno fa spiegò (senza sapere di essere ripreso) come sono le logiche della politica nostrana.
«Questi (si riferisce ai colleghi “onorevoli”) sono tutti malviventi e pensano ai cazzi loro a te non ti pensa nessuno. Questi se ti possono inculare ti inculano senza vaselina. Tu non hai capito un cazzo. Per il vitalizio 10 giorni mi mancavano e per 10 giorni mi inculavano. Se si fosse votato il 28 di marzo come era in programma io per 10 giorni non pigliavo la pensione. Io penso anche per i cazzi miei perché Di Pietro pensa pure ai cazzi suoi mica pensa a me».
Sul suo amore improvviso per Berlusconi fu Sabatino Aracu (oggi escluso dalle liste) a spiegare «un innamoramento» vero e proprio per il Cavaliere (« come tra un ragazzo e una ragazza che dopo una lunga amicizia scoprono di essere innamorati»).
E che sia stato improvviso è sotto gli occhi di tutti dal momento che solo qualche mese prima dell’inizio della ‘love story’ Razzi balzò agli onori della cronaca per avere denunciato le 'avances' del Pdl. Il partito del premier, secondo le rivelazioni dello stesso parlamentare, si sarebbe spinto a offrirgli la ricandidatura e il pagamento del mutuo della casa acquistata a Pescara, in via Carducci, nello stesso stabile dove vive il collega Aracu.
Disse precisamente: «Si è parlato anche di pagarmi il mutuo e darmi un posto nel governo, ma la proposta più concreta è stata la rielezione sicura».
Oggi l’innamoramento per Silvio Berlusconi è diventato qualcosa di ancor più forte e intenso…come lui stesso certifica su Facebook: «Grande Presidente! A parte l'inganno con il quale ti hanno costretto a dimetterti, sei quello di sempre. Vincerai ancora una volta vedrai, gli altri sembrano nanetti al tuo confronto. Continua così».


Alessandra Lotti