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Abruzzo. Micron, «entro marzo si firma accordo con partner europeo»

L’azienda: «ci sarà aumento volumi produttivi»

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Micron Avezzano


ROMA. Si è svolto ieri, presso il Ministero dello Sviluppo Economico, un incontro tra la direzione aziendale della Micron Technology Italia, i rappresentanti istituzionali e le parti sociali.
Durante l'incontro Micron Technology Italia ha dichiarato che è in corso di conclusione la negoziazione per la vendita del sito di Avezzano. La chiusura di tale attività è prevista entro marzo 2013. La Micron sta negoziando con una società europea operante nel settore dei semiconduttori che consentirà l'ampliamento del portafoglio di tecnologie, della gamma di prodotti e della base clienti per far fronte all'ulteriore diminuzione dei volumi produttivi di sensori di immagine prevista per i prossimi anni.
«Per ovvie ragioni di confidenzialità», dichiara Fabrizio Fama', Responsabile Risorse Umane e Affari Generali di Micron Italia «non possiamo ancora svelare tutti i dettagli del piano. Ad ogni modo possiamo anticipare che il nuovo partner sara' in grado di portare ad Avezzano nuove tecnologie, consolidate strutture di sales e marketing, competenze di alto livello oltre che nuovi clienti. In questo modo il sito di Avezzano potrà aumentare i volumi produttivi operando in modo efficace nei mercati di riferimento».
«Stiamo facendo tutto il possibile per minimizzare l'impatto sociale» continua Famà.
«Grazie agli sforzi del management italiano, il nuovo business plan prevede un aumento dei volumi produttivi. Tuttavia, sarà ancora necessario lavorare su una riduzione dei costi del lavoro. Vorremmo farlo nel modo meno traumatico possibile aprendo diverse iniziative da concordare con il sindacato e mettendo da parte, a questo stadio, l'opzione della mobilità e dei licenziamenti».
I dettagli specifici del nuovo piano industriale e delle nuove opportunita' di business, assicura l’azienda, saranno condivisi con tutti i dipendenti e gli attori del territorio dopo la firma preliminare con il partner e prima dell'accordo definitivo.
Il governo, intanto, ha accolto la richiesta della Regione e dei rappresentanti degli enti locali e dei sindacati di costituire un tavolo nazionale di settore sulla microelettronica.
Il tavolo nazionale, secondo quanto affermato dal sottosegretario allo Sviluppo economico, verrà convocato entro la prima decade di febbraio. Dall'altro lato rimane in piedi anche il tavolo più specifico della Micron che verrà nuovamente convocato prima della scadenza dell'attuale Esecutivo. Per la Regione e i rappresentanti degli Enti locali il tavolo nazionale di settore «rimane centrale e inderogabile per sviluppare la vertenza Micron e soprattutto per dare alla stessa una dimensione nazionale».
Da parte del governo, inoltre, è arrivata la conferma che da novembre ad oggi non ci sono state manifestazioni di interesse per l'acquisizione del sito produttivo di Avezzano.

Secondo l’assessore al Comune de L’Aquila, Stefania Pezzopane, «l’incontro romano va collocato nella giusta dimensione, non confondendo l’euforia elettoralistica di Chiodi con l’atteggiamento concreto e convinto delle organizzazioni sindacali e delle istituzioni locali. Luci ed ombre, pertanto sulla vicenda Micron».
Per Pezzopane le “luci” sarebbero la compattezza delle organizzazioni sindacali e  la determinazione delle istituzioni locali, in primis il Comune di Avezzano, cui il Comune dell’Aquila e tanti altri Comuni hanno dato manforte.
«Sicuramente ombre, gli impegni assunti dal Governo tecnico che dovranno essere assolutamente  salvaguardati dal futuro Governo, che dovrà essere autorevole e attento ai problemi dell’Abruzzo interno, terremotato, e del suo sistema industriale; l’atteggiamento dei rappresentanti di Micron che hanno rinviato a Febbraio la presentazione del Piano industriale, restando fin troppo abbottonati in un tavolo così importante e giustificando l’estrema riservatezza col fatto che l’azienda sia quotata in borsa. Un atteggiamento che, di fatto», conclude Pezzopane, «non ha consentito di comprendere quale effettiva strada si stia perseguendo e quali scurezze ci possano essere per i lavoratori».