VERSO LE ELEZIONI

Abruzzo, Giovani Udc contro i vertici romani: «umiliano la nostra regione»

I ragazzi prendono le distanze da Casini e Cesa

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Pierferdinando Casini

Pierferdinando Casini

ABRUZZO. Dopo la rivolta e l’ammutinamento dei big arrivano anche le proteste dei giovani.


Acque agitate, agitatissime in casa Udc: i rappresentanti abruzzesi hanno bocciato su tutta la linea le scelte romane sulle candidature per Camera e Senato. Si sono anche autosospesi in massa per contrastare l’inserimento in lista di esponenti non iscritti al partito http://www.primadanoi.it/news/abruzzo/536624/Elezioni-Abruzzo--Udc-in-rivolta.html (Verì e De Matteis tra tutti). Poi ieri Enrico Di Giuseppantonio, avendo ormai perso ogni speranza su una sua eventuale candidatura in Parlamento, ha ritirato le proprie dimissioni e tornerà a guidare la Provincia di Chieti, con l’amaro in bocca http://www.primadanoi.it/news/politica/536705/Abruzzo--Caos-Udc--il.html .
Adesso contro i vertici romani si scagliano anche i giovani dell’Udc. Ieri il direttivo regionale si è riunito a Pescara, sotto la presidenza di Fabio Travaglini, dirigente nazionale e di Gloria Colantoni, coordinatrice Regionale. I giovani dirigenti delle quattro province hanno discusso sulla posizione del movimento giovanile in vista delle elezioni politiche del 24 febbraio.
«Il direttivo ha dovuto, con stupore e forte rammarico», si legge in una nota, «prendere atto che il partito nazionale, ancora una volta sordo alle esigenze dei territori, continua ad umiliare l'Abruzzo e i giovani agendo senza nessun criterio di meritocrazia e rinnovamento generazionale e puntando su candidature non concordate con la base degli iscritti».
A pochi giorni dalla presentazione delle liste, inoltre, le posizioni e le indicazioni del movimento giovanile non son state tenute «in nessuna considerazione».
«Non è tollerabile», spiegano i dirigenti, «che la linea politica di un partito si possa conoscere solo ed esclusivamente dagli organi di stampa, esautorando di fatto i direttivi ed i dirigenti democraticamente eletti e premiando la tecnica delle "anticamere romane"»
Visto anche il documento inviato dal direttivo del giovanile alla Segreteria Nazionale in data 3 gennaio, in cui si richiedeva un intervento chiarificatore, e visto il persistere di una gestione contraria alle più elementari norme della democrazia, i dirigenti regionali del movimento giovanile hanno deliberato di prendere le distanze dalla linea politica di Pier Ferdinando Casini e Lorenzo Cesa, riservandosi la libertà di future scelte politiche.