CRISI E LAVORO

Sviluppo Italia Abruzzo in liquidazione, dipendenti a casa

Lavoratori chiedono confronto con le istituzioni

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Alfredo Castiglione

Alfredo Castiglione

ABRUZZO. Sviluppo Italia Abruzzo spa agenzia di sviluppo regionale si trova in una situazione critica, sfociata nella messa in liquidazione, decretata lo scorso 21 dicembre.

La decisione è stata assunta dalla controllante Abruzzo Sviluppo spa, su mandato del presidente della Regione Gianni Chiodi e dell’assessore di riferimento Alfredo Castiglione, dopo un anno e mezzo di apparenti trattative finalizzate ad un’ipotetica fusione.
Nel mese di maggio 2011, la Regione Abruzzo acquisì da Invitalia la proprietà di Sviluppo Italia Abruzzo – tramite la sua controllata Abruzzo Sviluppo al costo simbolico di 1 euro – con l’obiettivo di salvaguardare l’occupazione e di valorizzare ulteriormente i 3 incubatori presenti sul territorio regionale (Avezzano, Mosciano S.A., Sulmona), dove operano 38 aziende che hanno 213 occupati.
Tali premesse si inquadrarono nelle indicazioni normative della legge Finanziaria del 2007, la quale disponeva la possibilità del trasferimento delle società regionali di Invitalia e del loro patrimonio immobiliare, tra cui Sviluppo Italia Abruzzo, alle Regioni, senza la perdita del posto di lavoro dei dipendenti.
Il 26 giugno il presidente Gianni Chiodi e il vicepresidente con delega allo Sviluppo economico Alfredo Castiglione, annunciarono, in conferenza stampa, la prossima fusione per incorporazione tra Abruzzo Sviluppo e Sviluppo Italia Abruzzo.
L’accento venne puntato anche sulla salvaguardia dei livelli occupazionali. Nonostante le numerose rassicurazioni, lo scorso 21 dicembre 2012, i vertici di Abruzzo Sviluppo hanno messo in liquidazione Sviluppo Italia Abruzzo Spa. Eppure, la Giunta Regionale con l’art. 2 LR n. 8/2011 destinava 645.000 euro al perfezionamento dell’assetto societario di Sviluppo Italia Abruzzo spa, ad oggi, sulla finalità di tali somme non si hanno informazioni attendibili.
A seguito dell’applicazione dell’articolo 4 comma 1 della Legge 135/2012 (la spending review), Abruzzo Sviluppo dovrà essere sciolta o alienata. Dunque l’unica società di sviluppo locale presente sul territorio, Sviluppo Italia Abruzzo, non rientrante nelle categorie previste dalla legislazione nazionale, che potrebbe essere strategicamente utilizzata dalla Regione Abruzzo (e già di sua proprietà) viene messa in liquidazione.
«Di fronte ad una situazione tanto paradossale quanto grave», commentano i dipendenti di Sviluppo Italia Abruzzo spa, «continuiamo a fornire i servizi sul territorio abruzzese senza soluzione di continuità, nonostante la mancata erogazione degli emolumenti spettanti, dimostrando così un senso di responsabilità nei confronti dei beneficiari da essi assistiti sicuramente maggiore dei vertici regionali, che ad oggi, non hanno proposto alcuna risoluzione concreta al problema».
«La totale assenza ed il rimpallo di responsabilità tra i vari attori coinvolti sta distruggendo l’integrità personale di 19 dipendenti che vivono questa situazione di incertezza da troppi anni», protestano i lavoratori. «Ci chiediamo come può la Regione Abruzzo proporsi come ente che crea occupazione, quando non è in grado di salvaguardare i posti di lavoro delle società di cui è proprietario al 100%?»
Alla luce di tutto ciò i dipendenti di Sviluppo Italia Abruzzo spa si dichiarano disponibili a qualsiasi confronto al fine di trovare soluzioni percorribili «immediatamente e non in futuro non meglio specificato che conducano ben presto alla conclusione della vicenda, per non penalizzare ulteriormente il territorio abruzzese e le professionalità coinvolte».