VERSO LE ELEZIONI

Udc, ammutinamento flop: Verì e De Matteis sicuri della candidatura

La lista di Monti al Senato deve prima convincere i suoi iscritti

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2586

De Matteis

De Matteis

ABRUZZO. Tanto rumore per nulla nell’Udc. L’autosospensione in polemica con le candidature imposte da Roma non ha sortito nessun effetto.

E come nei bollettini meteo, il dato di Roma non è pervenuto. Infatti dall’Udc nazionale fino a ieri sera non c’è stato nessun segnale di attenzione o di risposta alla richiesta di incontro urgente sulle liste. Rischia dunque di essere un flop l’ammutinamento deciso dall’Udc abruzzese che domenica aveva chiesto un incontro “ad horas” contro le candidature di Nicoletta Verì e di Giorgio De Matteis (rispettivamente al Senato ed alla Camera) perché non rappresentative del territorio e del partito.
 Questa operazione che ha paracadutato candidati imposti dall’alto e nemmeno iscritti al partito – avevano tuonato molti sindaci e consiglieri comunali – è una contraddizione profonda: «un partito che ha fatto le battaglie per le preferenze dovrebbe essere in prima linea per ascoltare le indicazioni della base, il che non è avvenuto per la deriva padronale che anche l’Udc ha subìto con il regno di Casini». Ma questa contestazione con annessa minaccia di sciopero del voto a Roma evidentemente non ha avuto peso. Infatti i vertici romani dell’Udc stanno tentando di far decantare il malcontento: le critiche normalmente tendono a sbollire ed a rientrare con l’avvicinamento delle elezioni e con il richiamo allo spirito di servizio. Tanto che già è stata convocata la direzione nazionale che approverà definitivamente le liste e così addio ammutinamento.
In realtà non sarebbe la prima volta che alle elezioni si verificano queste contestazioni, come dimostra la storia di quasi tutti i grandi partiti della prima e della seconda repubblica. Ma se i candidati imposti faranno di tutto per farsi accettare, c’è sempre il rischio che sul territorio ci possano essere difficoltà a convincere prima gli iscritti e poi gli elettori. Per la Verì l’ostacolo maggiore è la sua “contiguità” all’ex sub commissario alla sanità Giovanna Baraldi, con la quale ha lavorato fianco a fianco nella cura dimagrante della sanità abruzzese: tutti gli ospedali chiusi, la riduzione dei servizi, i tagli dei posti letto e dei primari, nonché la riduzione del personale l’hanno sempre vista in prima fila a difendere le scelte del commissario Chiodi. E questo soprattutto durante le audizioni nella quinta commissione che presiedeva, mentre il capogruppo Udc Antonio Menna era all’opposizione e si batteva in difesa del territorio. Per De Matteis, da sempre democristiano pur in movimenti con altra denominazione e poi in crisi di rapporti con l’Udc regionale, il pericolo sarà invece quello della mancanza del sindaco dell’Aquila Massimo Cialente che è il suo competitor preferito e che gli ha ispirato quasi tutte le battaglie politiche. Anche l’ultima contro il ministro montiano Fabrizio Barca, che ora si ritrova alleato. Conseguenze pratiche per l’Udc di questa operazione di colonizzazione politica sarà la solita delusione, il ritiro delle dimissioni da parte di Enrico Di Giuseppantonio, i mugugni di Antonio Menna, le tensioni tra i sindaci che sono la struttura portante del partito di Casini e qualche conseguenza nel voto che toccherà ai due candidati recuperare.


Sebastiano Calella