BRUTTE FIGURE

Parco Majella, dopo l’articolo di PrimaDaNoi.it infornata di documenti “imboscati” nel sito

La legge prescrive l’albo pretorio on line ma il Parco non si è mai adeguato

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Parco Majella, dopo l’articolo di PrimaDaNoi.it infornata di documenti “imboscati” nel sito

ABRUZZO. Che sbadati, ma dove hanno la testa i sindaci e i cittadini che per due anni hanno cercato l’albo pretorio on line sul sito del Parco della Majella?
Tutti sbadati con la testa tra le nuvole (ma a cosa pensavano?) quando cercavano i documenti e le determine. Ed invece sono state sempre lì sul sito, consultabili liberamente e pienamente conformi alla legge. Ed il solito “sito disinformato” che getta discredito su un ente cristallino.
Si potrebbe immaginare con questo tenore un prossimo comunicato ufficiale del Parco Majella, oggi guidato dal presidente Franco Iezzi e dal direttore Nicola Cimini, sulle accuse per la mancata trasparenza e ottemperanza alla legge entrata in vigore il primo gennaio 2011 che istituisce l’albo pretorio on line.
Solo pochi giorni fa PrimaDaNoi.it dopo l’ennesima richiesta di atti del presidente della comunità del parco, Mario Mazzocca, aveva evidenziato l’incredibile mancanza peraltro non segnalata da nessuno prima di allora e non spiegata in alcun modo.
Oggi l’ennesima segnalazione anonima che arriva direttamente dall’interno del Parco («non posso in alcun modo rivelare il mio nome perché subirei ritorsioni comunque andate a vedere sul sito stanno mettendo gli atti uno alla volta forse per poter dire che sono sempre stati là … » ). La fonte anonima, ma ben informata sulle dinamiche interne, ci sprona a controllare in questa sezione dove stanno magicamente crescendo i documenti pubblicati. Una cosa più che recente, pochi giorni appena, come dimostra anche Google che non ha ancora indicizzato molti dei documenti presenti e che data la sezione aggiornata all’11 gennaio 2013.
Una coincidenza diabolica visto che il nostro articolo portava la data del 10 gennaio.
Perché il Parco abbia deciso dopo esattamente due anni di pubblicare gli atti sul web è impossibile dirlo, forse di fronte a certi fatti è impossibile trovare giustificazioni dunque meglio adeguarsi o pararsi le spalle magari dicendo che i documenti sono sempre stati lì.
Ma le domande in questo modo aumentano, la situazione si complica e la tensione in vista dell’approvazione del bilancio crescono: se oggi gli atti sono stati pubblicati il Parco ammette di aver violato la legge per 24 mesi, perché è successo? Di chi è la responsabilità?
Il ministero dell’Ambiente , informato tra l’altro formalmente dallo stesso Mazzocca, è a conoscenza di queste violazioni? Prenderà provvedimenti? Il presidente-commissario Iezzi come mai non si è accorto prima della inottemperanza-negligenza? Misteri che per ora la Regione e l’assessore competente a controllare il Parco non vogliono chiarire.
Una vicenda che spiega bene come venga amministrato l’ente parco che brucia diversi milioni di euro senza di fatto alcun controllo da parte dei cittadini o degli stessi sindaci che fanno parte della comunità del parco.
Possibile che lassù sulla Maiella non si siano accorti della legge sulla trasparenza? Nessuno li ha avvisati? La legge, come si sa, non accetta scusanti ed infatti la prova schiacciante della negligenza è riportata in ognuno dei documenti frettolosamente pubblicati sul web. In ognuno c’è l’ammissione di colpa che quell’atto non è stato pubblicato nell’albo on line e che dunque potrebbe di fatto essere illegittimo.
Dopo questa pessima figura ed esempio di amministrazione incoerente e disattenta verso la legge sulla trasparenza si spera che almeno a questo punto la norma venga letta con attenzione perché anche così rimangono diversi punti ancora da attuare affinchè l’albo pretorio on line sia perfettamente regolare.