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Corte dei conti. «Comune di Celano: gestione irregolare»

Sulla vicenda Map le bacchettate dei giudici contabili alla amministrazione Piccone

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Pd Celano

Opposizione a Celano

CELANO. La Corte dei Conti - Sezione regionale di controllo per L’Abruzzo, conferma i vulnus della gestione comunale da parte della amministrazione di Filippo Piccone.
Nel documento “Referto sulla verifica della sana gestione finanziaria del Comune di Celano (Aq)” la magistratura contabile in maniera inequivocabile ha certificato: «(…) forti perplessità, da parte della Sezione, non solo sul rispetto dei principi di attendibilità e veridicità del bilancio, ma, soprattutto, sulla correttezza dei saldi che, (…) vanno ad alterare non solo gli equilibri stessi del bilancio, ma, di conseguenza, anche l’avanzo di amministrazione, il saldo della spesa corrente, il rapporto delle spese del personale sulla spesa corrente, il calcolo dei parametri di deficitarietà, il fondo cassa».
La vicenda è stata sollevata anni fa dalla minoranza di centrosinistra che ha parlato di «disastrosa gestione del Bilancio» e dello scandalo della “vicenda dei MAP”.
In una conferenza stampa i consiglieri Antonello Di Stefano, Carlo Cantelmi, Aniceto Ciaccia, Calvino Cotturone, Nazareno Tiberi, Daniele Bombacino e Elio Morgante hanno illustrato il documento.
In particolare la Corte, nel rilevare innanzitutto la scarsa collaborazione del Comune nel fornire le richieste giustificazioni, ha evidenziato :
- Incarichi di collaborazione e consulenze. La Sezione nutre forte perplessità su quanto dichiarato, in proposito, dal Comune;
- Contenimento delle spese. La Sezione, così come emerso in sede di Adunanza pubblica, ribadisce i dubbi circa l’attendibilità degli importi delle singole voci di spesa;
- Gestione di competenza. La Sezione rileva il costante e ripetuto utilizzo delle somme derivanti da oneri di permessi a costruire per la copertura della spesa corrente, utilizzo consentito dalla legge solo in via straordinaria ed eccezionale;
- Fondo cassa e anticipazioni di Tesoreria. La Sezione, ritenendo inattendibile la consistenza del fondo cassa così come risulta dai dati contabili a disposizione, si riserva, attraverso il monitoraggio costante dei flussi di entrata e di spesa, di verificarne, almeno trimestralmente, l’effettiva consistenza;
- Gestione dei residui. La Corte rileva percentuali particolarmente consistenti che fanno sorgere dubbi sull’attendibilità degli stessi. La presenza di residui, riferiti al periodo antecedente l’ultimo quinquennio, fa pensare ad una difficoltà dell’Ente ad adottare iniziative finalizzate ad accelerare la chiusura di interventi ancora aperti. Si richiama il Comune ad una più attenta e approfondita indagine sullo stato di realizzazione delle opere;
- Stile di amministrazione. Emerge una situazione di difficoltà dell’Ente a riscuotere e a pagare tempestivamente le somme rispettivamente accertate ed impegnate;
- Risultato di amministrazione. La Sezione ritiene al riguardo che il risultato di amministrazione, fortemente influenzato sia dal consistente ammontare dei residui, soprattutto di quelli più vetusti, sia dalla anomala gestione dei fondi erogati dal Dipartimento della Protezione civile per la realizzazione dei MAP, sia assolutamente inattendibile;
- Conto economico. Il risultato d’esercizio è negativo in tutto il periodo esaminato;
- Conto del patrimonio. Il Patrimonio “netto”, cioè la differenza tra le attività e le passività del Comune, vale a dire la ricchezza netta dell’Ente esprime un peggioramento. In sostanza il comune è più povero;
- Indebitamento. Sottolinea che l’esposizione debitoria dell’Ente è tale da risultare comunque eccessivamente consistente rispetto alle dimensioni del bilancio.
- Debiti fuori bilancio. La continua presenza di debiti nei vari esercizi finanziari evidenziano una precaria situazione organizzativa e gestionale che deve essere rivisitata al fine di riportare le procedure di spesa nell’alveo delle regole amministrativo – contabili.

LA QUESTIONE MAP (MODULI ABITATIVI PROVVISORI)
Riguardo alla ormai nota vicenda del finanziamento erogato dalla Protezione Civile per i Map la Corte dei Conti, di fatto, conferma tutte le affermazioni e perplessità sollevate già da tempo da Consiglieri di opposizione. In primo luogo la Corte ha certificato che non esiste nessuna autorizzazione all’utilizzo della somma di 381.555,67 euro, mai restituiti alla Protezione Civile, sconfessando tutte le affermazioni fatte dal sindaco Piccone e dal dirigente Di Censo, ritenendole «assolutamente fuorvianti».
 La Sezione ritiene che l’importo di € 381.555,67 nulla abbia a che fare con quanto erogato per la prima emergenza e che trattasi, invece, di somme ulteriormente sottratte, dal Comune di Celano, dall’importo inizialmente erogato per la realizzazione dei MAP (€ 2.175.600,00). Inoltre, in sede di Adunanza pubblica è emerso che l’Ente, sebbene abbia introitato la somma complessiva di € 2.175.600,00 nella parte in c/capitale del bilancio, ha successivamente utilizzato la somma di € 381.555,67 per spese di parte corrente.
È emerso che il Comune ha sicuramente utilizzato almeno la somma di 381.555,67 euro per spese di parte corrente e non per realizzare Map. In pratica viene certificato che Piccone, sindaco e Assessore al Bilancio, e la Di Censo, Dirigente Area finanziaria, hanno utilizzato impropriamente i soldi del terremoto per fini diversi.
«È quanto da noi sostenuto da anni e ciò conferma la gestione volutamente falsata dei bilanci comunali», dicono i consiglieri di opposizione, «vogliamo sapere come e per quali fini Piccone ha utilizzato ed utilizza i soldi dei cittadini. Per questo abbiamo già chiesto la convocazione di un Consiglio comunale straordinario ed urgente. Ci chiediamo pertanto come questo Sindaco, disastroso nella gestione del Comune oltre che assente e improduttivo al Senato (nella classifica è al 311° posto su 315 senatori) possa ancora ambire a rappresentare in Parlamento il nostro territorio e a gestire la cosa pubblica».