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Rifiuti Abruzzo, «predominio Deco senza alcuna concorrenza, la Regione vigili»

Dossier dell’ingegner Frattura: «seguire dettami Comunità Europea»

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Di Dalmazio e Gerardini

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ABRUZZO. La Deco spa nel 2011 ha raccolto quasi il 50% dei rifiuti urbani che sono stati prodotti nella regione.


Per la precisione il 49,88%. E’ quanto emerge dal dossier elaborato dall’ingegnere Nicola Frattura sulla scorta dei dati ufficiali pubblicati sul sito della Regione Abruzzo. La Deco dunque è prima con un totale di 21.065 tonnellate di spazzatura raccolta. A seguire, ben distanziata, c’è l’Aciam della Marsica (11,3%), Ecolan di Lanciano (10,1%), l’aquilana Segen (9,6%), il vastese Civeta (7,8%), Cogesa di Sulmona (5,7%) e Ecoconsul del Teramano (5,3%).


Per il 2012 la situazione sarebbe rimasta inalterata: «dai dati non ufficiali alla data odierna», spiega Frattura, «la destinazione dei rifiuti a trattamento non è cambiata; perciò permane una chiara situazione di dominanza del mercato da parte della Deco SpA». Il valore del mercato, in base alla media dei costi applicati dai gestori degli impianti di trattamento (circa 150 euro a tonnellata), risulta essere pari a 66.473.700; perciò la Deco SpA introita 33.157.081 euro.
«In questo contesto», si legge nel dossier firmato da Frattura, «risulta chiaro che non esiste un idoneo margine di concorrenza in quanto il mercato è controllato per il 50% circa da un unico soggetto che gestisce in convenzione, attraverso la partecipata Ecologica Sangro SpA (93% di partecipazione al capitale), anche l’impianto mobile di Lanciano; perciò la quota di mercato controllato sale al 59,47%».

Per Frattura se da un lato c’è il predominio del monopolista, dall’altro lato la Regione Abruzzo sarebbe «passiva rispetto alla situazione determinatasi» e tenderebbe a cristallizzare la situazione esistente.
Per riequilibrare il mercato «è necessario produrre nuovi investimenti, sia da parte dei Consorzi Obbligatori e Società Pubbliche, sia da parte di privati, sia da parte di società miste», insiste Frattura che punta l’attenzione sulla mancanza di concorrenza: «la Comunità Europea richiede ai vari stati di liberalizzare i mercati per tutelare gli interessi dei cittadini. Per liberalizzare il mercato dei rifiuti in Abruzzo occorre un’azione più incisiva dei Consorzi Obbligatori e delle Società pubbliche».


Da qui la richiesta al sistema regionale di non limitare gli interventi sul mercato da parte di soggetti pubblici o privati e attuare uno strumento per vigilare «affichè si evitino posizioni dominanti del campo della gestione impiantistica, nelle varie zone d’intervento. Queste sono solo opinioni di carattere tecnico-economico, le opinioni politiche attengono ad altra sfera».