LA DENUNCIA

Abruzzo: 42 nuove assunzioni alla Regione. D’Alessandro (Idv): «fermare tutto»

«Corsia preferenziale solo per alcuni»

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Abruzzo: 42 nuove assunzioni alla Regione. D’Alessandro (Idv): «fermare tutto»

Cesare D'Alessandro

ABRUZZO. Un’interrogazione urgente è stata presentata dal Consigliere regionale Cesare D’Alessandro (IdV) all’assessore al Personale, Federica Carpineta.
La richiesta è quella che venga riesaminata la delibera assunta a novembre dello scorso anno e che prevede 42 nuove assunzioni (D.G.R. n. 764/2012). Il Consigliere D’Alessandro invita, in sostanza, a riconsiderare gli effetti della delibera assunta dalla Giunta, poiché le relative assunzioni vengono effettuate in assenza di un atto di organizzazione e programmazione generale dei servizi regionali, inclusa la ricollocazione del personale proveniente dagli enti disciolti (Arssa, Aptr, Abruzzo Lavoro).

«E’ paradossale», sostiene il consigliere, «che la Regione Abruzzo abbia mandato a casa tutto il personale precario lasciando sforniti diversi ed importanti servizi regionali, e oggi, al contrario, si appresti di fatto a premiare personale comandato che potrebbe essere facilmente surrogato dagli ex Arssa, ex Aptr, ex Abruzzo Lavoro, dipendenti peraltro altamente qualificati».

Questi ultimi sono in attesa, oramai da un anno e mezzo, che venga mantenuta la promessa riorganizzazione che Chiodi e Carpineta, a parole, hanno sempre confermato. «Oggi però», insiste D’Alessandro, «si apre una strada preferenziale solo ad alcuni, facendo peraltro gravare l’oneroso costo sui cittadini abruzzesi».

D’Alessandro chiede, dunque, che la delibera venga quanto meno sospesa e che si proceda alla riorganizzazione del personale mediante procedure chiare e trasparenti che salvaguardino soprattutto i servizi da rendere ai cittadini.
«Ciò che è successo per i dipendenti dell’Arssa», prosegue Cesare D’Alessandro, «è addirittura scandaloso: molti servizi sono interrotti, c’è confusione sui ruoli da ricoprire e sulle attività da sviluppare, i beni strumentali pubblici sono in abbandono o lasciati senza le necessarie manutenzioni e ricambi. Basti per tutti l’esempio del parco macchine: circa 40 autovetture, indispensabili per lo svolgimento delle numerose attività quotidiane prima svolte dal personale Arssa (monitoraggio di pratiche, verifiche fitosanitarie, manutenzione centraline agrometeorologiche etc.) oggi non possono essere utilizzate perché non sono stati effettuati i passaggi di proprietà. Sono questi i risultati di una Giunta che solo a parole vuole premiare il merito, mentre nei fatti privilegia i soliti interessi particolari anche strizzando l’occhiolino a qualche sigla sindacale compiacente».