SCIOPERO E DISAGI

Abruzzo, venerdì nero del trasporto pubblico: 4 ore di stop

Sindacati: «azione dovuta e necessaria»

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Abruzzo, venerdì nero del trasporto pubblico: 4 ore di stop
ABRUZZO. Venerdì nero per i trasporti regionali: stop di 4 ore, di tutti i lavoratori operanti nelle Aziende pubbliche regionali.

I sindacati chiedono di tenere fede al progetto di riforma e alla costituzione dell’Azienda unica regionale, inoltre chiedono l’abbattimento dei costi della politica e della forte ingerenza che la stessa esercita nelle aziende, e il bacino unico regionale quale sistema ideale per produrre efficienza ed economicità del servizio
Gli autisti dell’Ama si fermano dalle 9.10 alle 13.10, quelli della Gtm e della Panoramica dalle 9 alle 12, quelli di Baltour dalle 9 alle 13 come Tessitore. Il personale non direttamente connesso alla mobilità delle persone si asterranno le ultime 4 ore della prestazione giornaliera.
I mezzi Arpa si fermano dalle 9.30 alle 13.30, la Sangritana dalle 9 alle 12, Di Fonzo dalle 8.30 alle 12.30 così come Napoleone e Cerella. Dalle 9 alle 12, invece si ferma la Satam e dalle 8.30 alle 12.30 Di Giacomo Angelo Domenico &C.
I sindacati (Filt Cgil, Fit Cisl, Uil Uilt, Faisa-Cisal e Uglautofer) parlano di uno sciopero «dovuto e necessario», per ribadire la necessità di un riordino dell’intero settore, a partire dalla costituzione dell’Azienda unica regionale.
«Il problema sta nella “irresponsabilità” di altri attori, in primis la politica regionale, che si arrovellano ogni giorno di più con l’intento di provare a giustificare le “non scelte” che, come sempre, graveranno sulle tasche dei cittadini», dicono in una nota le sigle sindacali.
Il 20 dicembre scorso i sindacati hanno sottoscritto un protocollo con l’assessorato ai Trasporti nel quale si impegnano formalmente ad evitare il livellamento verso l’alto della contrattazione di secondo livello e ad assumere il parametro della produttività quale elemento di riferimento nella contrattazione stessa.
«Perché il Governatore Chiodi, anche nei giorni successivi alla firma del protocollo, ignora tale accordo?», I sindacati puntano il dito contro una classe politica di governo «incapace di voltare pagina, attenta a reggere il gioco di imprenditori che confondono la privatizzazione del settore con il concetto di liberalizzazione».
Vedono anche un assessore ai Trasporti «che ci ha messo la faccia, ma che non può chiedere ancora una volta un atto di fede. Il tempo è scaduto».
Stoccate anche all’opposizione: «è distratta negli ultimi giorni di dicembre, come se avesse anteposto le esigenze di partito (primarie) alla riforma del trasporto regionale, a tal punto da considerare prioritario il trasporto di biciclette all’Azienda unica».