VERSO LE ELEZIONI

Abruzzo. Candidature al Parlamento, il circo è in piena attività

Nomi certi nel centro sinistra, diaspora Pdl in attesa di Roma, Udc quasi fatta

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Mario Monti


ABRUZZO. Le ultime ore per le candidature si consumano tra le voci di possibili candidati (spesso messe in circolo proprio da loro) e l’attesa per conoscere finalmente i candidati del Pdl.

Infatti, quasi tutti i partiti hanno già ufficializzato i nomi per la Camera e per il Senato o almeno stanno cercando un equilibrio tra le richieste del territorio e le imposizioni dei vertici romani, come nell’Udc dove è sempre accesissima la lotta su “De Matteis sì-De Matteis no”: nulla, invece, per il Pdl dove invece tutto resta avvolto nel mistero e nell’indecisione in attesa delle decisioni romane. Il che ha provocato la diaspora di molti esponenti regionali di punta, in parte per lo sfinimento di una candidatura che non arriva mai, in parte – come ha ben spiegato l’assessore Paolo Gatti – per la consapevolezza che il Pdl territoriale non ha alcun peso nelle decisioni. E così l’assessore è approdato a “Fratelli d’Italia” insieme ai consiglieri regionali Luca Ricciuti ed Emiliano Di Matteo, per non parlare di Antonio Tavani, vice presidente della Provincia di Chieti, e di altri amministratori locali ex An, che sembra proprio il serbatoio dei candidati e dei voti più volatile. Come aveva anche dimostrato per primo Giandonato Morra, assessore regionale ai trasporti, che già da mesi si sera disimpegnato dal Pdl attraverso la sua adesione alla Destra di Storace. Resiste invece, ma solo in posizione di attesa e senza garanzie, il senatore Fabrizio Di Stefano, nonostante le voci che lo danno in bilico per la candidatura al Senato. Ma le indiscrezioni che si rincorrono sono molte e difficili da seguire e da verificare. Come quella che nel Pdl vorrebbe in forte ascesa Paola Pelino, mentre il presidente Gianni Chiodi – la cui posizione in Regione appare molto indebolita per la liquefazione della sua maggioranza – sta sponsorizzando fortemente il senatore Paolo Tancredi per una candidatura alla Camera. Proprio il posto da deputato è tra i più appetiti in casa Pdl e si da per certo anche l’interesse di Nazario Pagano, presidente del Consiglio regionale, che ieri sarebbe stato a Roma a pranzo con il segretario di Angelino Alfano.
Per il Senato tutto dipenderà dal destino di Gaetano Quagliariello e dalla Fondazione Magna Carta, in odore di lesa maestà Berlusconi per aver “amoreggiato” con Monti. Poche notizie filtrano invece da Fli, forse perché non sembrano esserci contorsioni e polemiche sui candidati. Sicuro Daniele Toto alla Camera, per il Senato la scelta sarà tra uno dei consiglieri regionali, anche per la scelta di Gianfranco Fini di candidare sul territorio molte donne (in lista ce ne sono sicuramente 5) e amministratori già eletti in Regione o in provincia o nei comuni. Tanto che sono sicuri, ad esempio, Daniela Stati, molto forte in voti nella Marsica e nell’aquilano, Silvio Tavoletta, consigliere comunale di Chieti e già “cacciato” dalla Provincia di Chieti per un diktat dell’assessore ex An Mauro Febbo, e Cristina Marroni, vice segretario di Teramo. Difficoltà invece per la Lista Monti, che non riesce a chiudere le candidature sia per mancanza di candidature femminili, sia per l’equivoco sull’indicazione di non candidare politici.

 Insomma delle tre liste centriste, questa appare la più debole e rischia di affossare il risultato centrista al Senato. E se il capolista alla Camera sarà Sottanelli di Teramo ed il secondo Mario Amicone, già Udc, assessore regionale e ora Arta, il requisito fissato da Monti salta.  Per rinforzare la squadra è probabile però l’arruolamento di Nicoletta Verì per il Senato, dove però è insistente anche la voce di una possibile candidatura di Giulio Borrelli, giornalista già candidato sindaco per il Pd ad Atessa, battuto dall’Udc Nicola Cicchitti che ora si troverebbe in grande imbarazzo a doverlo sostenere, visto che fa parte dell’opposizione. A meno che, trovando la porta sbarrata dall’Udc, non approdi alla lista Monti Giorgio De Matteis. Di lui si è parlato ieri nell’ennesimo incontro a Roma tra Tonino Menna, Enrico Di Giuseppantonio e Casini. I due aspiranti candidati hanno ribadito i concetti già noti e arrivati via mail a Roma attraverso il documento firmato dai quattro segretari provinciali: “nessun paracadutato” da Roma (come Adornato), nessuna possibilità per De Matteis per vecchie ruggini mai superate. Ma l’Udc romana ha chiesto comunque un nome solo per la candidatura alla Camera ed ha concesso 48 ore di tempo per l’indicazione, che appare sempre più quella di Menna, con la conseguenza di un ritiro delle dimissioni da parte di Enrico Di Giuseppantonio. Per il Senato è invece tramontata l’ipotesi Rodolfo De Laurentiis: il candidato sarà l’ex ministro Enzo Moavero che aveva la delega per le politiche comunitarie. E Lucio Gaspari? Si vocifera di una sua candidatura nella lista Tabacci.


Sebastiano Calella