MISTERI SIDERALI

Abruzzo. Parco Majella: dopo due anni l’albo pretorio on line non c’è. Atti tutti illegittimi?

I dubbi del sindaco di Caramanico Mario Mazzocca

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Sede operativa parco maiella

La sede operativa

ABRUZZO. La legge vale per tutti e non ammette eccezioni. Eppure il Parco Majella a due anni esatti dall’entrata in vigore della legge che impone l’albo pretorio on line non si è ancora adeguato.
Molto difficile trovare giustificazioni di sorta anche perché la legge è chiara anche se in molti hanno provato ad interpretarla a proprio uso e consumo. In Abruzzo l'applicazione della legge cambia a seconda dell’umidità dell’atmosfera e della latitudine: alcune società pubbliche si sono adeguate pubblicando buona parte dei documenti sui siti altre invece solo gli “oggetti” dei documenti ma senza i contenuti. Ci sono poi le società miste che, invece, per alcuni hanno un regime a parte e dunque per la maggior parte non hanno un albo pretorio on line. Chi ha ragione non si sa di sicuro ne perde la trasparenza ed il controllo della gestione dei soldi pubblici.
Difficile però argomentare a difesa del Parco Majella che è di sicuro un ente pubblico che avrebbe dovuto adeguarsi. Difficile anche perché altri parchi sempre nella stessa regione hanno il loro albo pretorio on line.
Questo è l’albo pretorio del parco Gran Sasso Laga e questo quello del Parco nazionale Abruzzo, Lazio e Molise.
Dunque chi ha ragione e chi ha torto? Chi è inadempiente e perché?
Dopo due anni di silenzio sull’argomento il sindaco di Caramanico Terme, Mario Mazzocca, in qualità di presidente della Comunità del Parco, è tornato a scrivere ai vertici dell’ente per richiedere ulteriori chiarimenti e documenti e tra le altre cose chiede di avere spiegazioni sulla mancata applicazione proprio dell’albo pretorio.
Una questione non secondaria perché secondo alcuni giuristi questa carenza potrebbe invalidare tutti gli atti emessi dal Parco. Secondo la legge infatti gli atti hanno validità se pubblicati all’albo pretorio e visto che quello “murale-cartaceo” è stato ufficialmente abolito con legge e non ha più validità rimane quello on line che però nel caso di specie non esiste. Come fanno allora gli atti del Parco Majella ad avere valore e leggittimità?
«Sembra manifestarsi con evidenza», scrive Mario Mazzocca, «l’inosservanza, da parte dell’Ente, di uno specifico ed inequivocabile dettato normativo vigente: dal 1° gennaio 2011, infatti “gli obblighi di pubblicazione di atti e provvedimenti amministrativi aventi effetto di pubblicità legale si intendono assolti con la pubblicazione nei propri siti informatici da parte delle amministrazioni e degli enti pubblici obbligati”. In tal senso, pertanto, si viene a chiedere al competente Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (che legge per conoscenza), nella sua qualità di Autorità Vigilante, se gli obblighi di pubblicazione di atti e provvedimenti amministrativi a cosiddetta ‘rilevanza esterna’ dell’Ente Parco Nazionale della Majella si intendono assolti con la sola pubblicazione dell’atto ‘cartaceo’ sulla bacheca (Albo Pretorio) sita nella propria sede legale “per giorni 15”».
Ci sono poi veri e propri misteri come questo documento senza data ma sicuramente del 2012 che nell’ultima riga prima della firma del direttore Nicola Cimini riporta la dicitura «il presente atto viene pubblicato all’Albo pretorio dell’ente».
Per la legge italiana l’unico albo pretorio nel 2012 è quello on line, nel "principato del parco della Majella" invece non si farà per caso riferimento a quello cartaceo abolito?
Il mistero è solo uno dei tanti che circonda l’ente, insieme al silenzio tombale di tutti gli enti pubblici deputati al controllo (reso difficile anche per il difficile accesso agli atti) persino quelli sovraordinati come la Regione o lo stesso Ministero.
Tutti in silenzio, tutti distratti.