VERSO LE ELEZIONI

Abruzzo. I timori di Guerino Testa (Pdl): «temo con orrore la candidatura dei soliti noti»

Il presidente della Provincia di «no alle logiche romane»

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Guerino Testa

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ABRUZZO. La situazione delle candidature del Pdl è ancora in alto mare.

Lo ha ammesso anche il portavoce in Consiglio regionale Riccardo Chiavaroli. Si sta lavorando in Abruzzo senza sosta, per scegliere «i criteri da adottare» più che i nomi. E non si pensa solo alle Politiche di febbraio ma anche alle successive regionali dove il Pdl abruzzese spera in un Chiodi bis.
Il presidente della Provincia di Pescara, Guerino Testa, non nasconde i timori per quello che sta accadendo e potrebbe accedere nelle prossime ore e ammette: «non ci nascondiamo dietro un dito... Il Pdl si presenta alle elezioni politiche con tanti segni meno».
Il consenso «non è più quello di una volta», dice Testa, «gli addii sono stati numerosi, e il disinteresse per la politica è palpabile tra i cittadini». E' per questi motivi che il presidente della Provincia auspica che il suo partito colga al volo «la grande opportunità di rinnovamento che l'imminente tornata elettorale porta con sé».
E mentre il Popolo delle Libertà sta mettendo a punto le liste l’esponente azzurro chiede al proprio partito «di essere aperti a nuove idee, a nuovi contributi, a nuovi nomi» che sappiano rappresentare a Roma le istanze del territorio, «prima tra tutti quello Pescarese che rappresenta il motore economico della regione».
«Temo con terrore», si risponde poi da solo, «che accadrà esattamente il contrario. In lista potrebbero finire i soliti noti che vengono riproposti sic et simpliciter dalle stanze romane come se negli ultimi anni in Italia non fosse accaduto assolutamente nulla».
«Io credo ancora nel Pdl, in maniera assoluta», assicura sostenendo di non ambire ad una candidatura in parlamento. «Mi faccio portavoce delle istanze dei cittadini, del mormorio di malcontento che registro quotidianamente rispetto ad un partito che deve cambiare pagina e affidarsi a politici che non hanno nulla a che fare con il passato e le sue logiche».
E dunque, nella composizione delle liste, prima di far prevalere i criteri romani, Testa chiede che il coordinamento regionale del Pdl elabori una proposta guardando non solo agli uscenti ma anche «alle migliori energie delle quattro province abruzzesi».