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Abruzzo, Chiodi ha perso il 3,8% dei consensi dal giorno dell’elezione

Mascia -6,5%. Brucchi –8% in un solo anno

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CHIODI E BERLUSCONI

CHIODI E BERLUSCONI

ABRUZZO. Il presidente della Regione Abruzzo, Giovanni Chiodi, perde il 3,8% dei consensi dal giorno della sua elezione.

Secondo la Governance Poll, realizzata da Ipr Marketing per il Sole24Ore, rispetto al giorno in cui sono stati eletti, i sindaci perdono in media il 5% dei consensi e i governatori il 3%. Il calo, per Chiodi, rispetto al 2011, e' dell'1%. Il governatore abruzzese si piazza, comunque, al 13esimo posto, stando sempre al sondaggio.
E' il governatore della Toscana Enrico Rossi il presidente di Regione con il maggiore consenso popolare. Rossi scalza il presidente del Veneto, il leghista Luca Zaia precedendolo di un punto ( 59% contro il 58%). Al 3/o il Presidente della Emilia Romagna, Vasco Errani. Dietro il trio di testa, il presidente delle Marche, Gian Mario Spacca e immediatamente dietro Claudio Burlando (Liguria).

I SINDACI
Tra i sindaci che perdono meno consenso c'è quello dell'Aquila, Massimo Cialente (Pd), l'1,5%. Seguono il primo cittadino di Chieti, Umberto Di Primio (Pdl), con un 2% in meno; quello di Pescara, Luigi Albore Mascia (Pdl) che se dal giorno della sua elezione ha perso il 6,5% dei consensi rimane stabile se paragonato al risultato della Governance Poll del 2011.
Infine, il sindaco di Teramo, Maurizio Brucchi (Pdl) che dal 57,1% dei consensi conseguiti nel giorno della sua elezione scende al 48% perdendo 9,1% dei consensi. In caduta libera anche il raffronto con la scorsa edizione della Governace Poll: Brucchi, infatti, perde l'8%, attestandosi, nella classifica generale dei Comuni, al 79/mo posto.
Ma il dato più importante rilevato dal sondaggio Ipr è il calo di credibilità della classe politica nazionale che incide anche nel consenso agli amministratori locali che nel corso del 2012, complessivamente, hanno diminuito il proprio livello di attrazione, tranne poche eccezioni.
 L'incessante calo di credibilità della classe politica nazionale e «l’avvento dei tecnici al governo hanno di fatto sancito la crisi definitiva di un modello consolidato ed esteso di rappresentazione della realtà politica del nostro Paese, generando un calo di consensi generalizzato verso gli amministratori locali», sottolinea il direttore di Ipr Antonio Noto. «Negli anni precedenti, invece - precisa Noto -erano proprio i governi locali a tenere saldo il consenso dei cittadini».
L'unico sindaco in crescita è il sindaco di Verona Tosi, che aumenta il proprio consenso dell'8,7%, raggiungendo il 66% Sono 15 gli amministratori che registrano un risultato superiore o pari al 60% mentre sono 71 quelli che godono del consenso di un cittadino su due, valutabile come soglia positiva. Tra le grandi città si fa notare l'incremento sia del primo cittadino di Milano, Giuliano Pisapia, che oggi è al 60% con un +4,9% dal giorno delle elezioni che del sindaco di Genova, Marco Doria, oggi al 63% con +3,3% dallo scorso maggio quando fu eletto. Invece cala il consenso al Sindaco di Napoli Luigi De Magistris che l'anno scorso risultò vincente nella classifica del Governace Poll ma oggi scende al 59%. In calo anche il primo cittadino grillino di Parma Pizzarotti che in pochi mesi perde il 7% scendendo al 53%. Stabili sia Piero Fassino (Torino, 58%), che Virginio Merola (Bologna, 52,5%).

PD: «ABRUZZO MAI COSì IN BASSO»
«L’Abruzzo non è mai stato così in basso, e gli amministratori locali di questa regione si portano tutto il peso delle loro responsabilità. Il fatto che Chiodi sia in fondo alla classifica del gradimento dei presidenti di Regione, penultimo in tutta Italia e in calo ulteriore nell’ultimo anno, dimostra come l’esperienza di questo Pdl sia diventata ormai ostile agli abruzzesi». Lo afferma il segretario regionale del Pd Silvio Paolucci.
«La disfatta del Pdl si traduce anche nel crollo dei sindaci abruzzesi – sottolinea Paolucci. L’unico sindaco abruzzese che nel 2012 è cresciuto è il nostro Massimo Cialente: segno evidente che l’antipolitica non colpisce tutti indistintamente, che i cittadini comprendono le differenze e che premiano la buona amministrazione di chi, come Cialente, si trova in trincea».