PD E SEL IN PARLAMENTO

Abruzzo. Primarie Pd, la riconferma per i soliti noti

Movimento 5 stelle: «è una pagliacciata»

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PRIMARIE PD
ABRUZZO. Con oltre 30 mila partecipanti, il Pd abruzzese ha eletto i nuovi candidati al Parlamento.

Così come avvenuto per le primarie tra Renzi e Bersani alla fine l’ha spuntata la vecchia classe politica. Poche facce nuove e il Partito Democratico conferma di credere più ai politici di lungo corso che alle facce nuove.
Nessuna sorpresa ma per il segretario regionale Silvio Paolucci è ampiamente soddisfatto e parla di un partito che «ha mostrato il suo nuovo volto: quello strutturato, operoso, capace di mobilitarsi e con il coraggio di affidare alle primarie la selezione della rappresentanza parlamentari. E’ stata una grandissima dimostrazione di energia».
Si delinea così la mappa dei nuovi parlamentari abruzzesi.
Possono dirsi già con un piede a Roma Stefania Pezzopane, ex presidente della Provincia, e il senatore uscente Giovanni Legnini (in assoluto il più votato in Abruzzo con 3.570 voti). Al terzo posto la consigliera comunale di Vasto, il medico vastese Maria Amato. Certo l’arrivo a Roma anche per gli uscenti Tommaso Ginoble, Vittoria D’Incecco (entrambi ad un secondo mandato) ed Antonio Castricone.
Ma la rosa dei 21 candidati abruzzesi sarà formata dai 5 più votati nella provincia di Chieti e dai 4 più votati a Pescara, altri 4 a Teramo e altri 4 a L’Aquila.
Ecco i dati ufficiali: nella circoscrizione provinciale di Chieti Giovanni Legnini ha totalizzato 3.570 preferenze, Maria Amato 3.066, Angeli Pollutri 1.784, Camillo D’Alessandro 1.626, Gianna Di Crescenzo 1.566, Patrizia Di Gregorio 705, Tina Di Girolamo 603, Lina Marchesani 581, Valentino Di Campli 544, Enrico Bruno 267.
A Pescara Antonio Castricone è stato votato da 2.441 elettori, Vittoria D’Incecco da 1.844, Gianluca Fusilli 1.660, Francesca Ciafardini 1.178, Alexandra Coppola 928, Valeria Scotucci 815, Stefano Casciano 623, Silvio Basile 301, Emanuele Pavone 233.

All’Aquila Stefania Pezzopane ha conquistato 3.159 preferenze, Giovanni Lolli 2.598, Giovanni D’Amico 2.349, Lorenza Panei 1.905, Eleonora Mesiano 1.420, Michele Fina 1.322, Americo Di Benedetto 989.

A Teramo Tommaso Ginoble 2.759 preferenze, Renzo Di Sabatino 2.212, Ferri 2.105, Manola Di Pasquale 1.815, Ilaria De Sanctis 1.803, Marco Verticelli 1.731, Rosaria Ciancaione 865, Alberto Melarangelo 844, Raffaella D’Elpidio 543, Antonio Topitti 216.


MOVIMENTO 5 STELLE: UNA PAGLIACCIATA
Il Movimento 5 stelle abruzzese, però, non nasconde le critiche alle primarie del Pd. Gianluca Vacca, candidato alla Camera, parla di «pagliacciate»: «i candidati non avevano neanche uno spazio sul web dove presentarsi (in base a cosa si è votato?), dove i più votati sono stati i soliti noti (burocrati di partito), dove il 10% dei candidati scelti dal segretario equivale in realtà a quasi la metà degli eletti (alla faccia del ricambio...), dove un partito che prende svariati milioni di finanziamenti contro la volontà popolare (che aveva abolito il finanziamento ai partiti) ha il coraggio di chiedere soldi ai cittadini per votare».

SEL: RICONFERMATO MELILLA
Ma anche il Sel ha avuto le sue primarie. Per la Camera l’ha fatta da padrone Gianni Melilla, già deputato del Pds tra il 1992 e il 1994. Per il Senato per il Senato è in testa Anna Suriani con 1.146 voti. Daniela Santroni si è fermata a 1.009 voti.
Tutti i voti:
Camera:
Gianni Melilla 1686
Dalia Collevecchio 788
Silvia Di Salvatore 657
Annalisa Settimio 706
Giovanni Salutari 439
Michele Pezone 411
Mariapia Graziani 402
Valeria Feragalli 387
Umberto Innocente 340
Alfredo Centinaro 347
Ilaria Di Francesco 270
Giovanni Antonacci 240.

Senato:
Anna Suriani 1160
Daniela Santroni 1016
Vincenza Giannantonio 878
Piero Savini 803
Alfonso Di Tullio 697
Biagio Castagna 565
Luciana Pallini 459
Patrizio Marino 455

PAVONE E GALLERATI NON HANNO POTUTO VOTARE
A Montesilvano non hanno potuto votare Giovanni Pavone, capogruppo del Pd e fondatore del partito in città, né l’ex sindaco Renzo Gallerati. «Arrivato al seggio», racconta Pavone, «la prima cosa che ho notato è stata la scomposizione dei Componenti del Seggio rispetto alle altre primarie e la new entry di una signora che ben conosco e che mai è stata vicina al Pd, è la consorte di un candidato al Comune nelle liste del centrodestra. Questo fatto mi ha sorpreso favorevolmente: un dirigente di partito non può che apprezzare il fatto che il proprio partito è capace di attrarre nuove adesioni. Non si sa come e perché», va avanti Pavone, «negli elenchi ufficiali il mio nome non compare», ora ritengo inutile ricordare la mia storia nella DC, nel PPI, nella Margherita e come fondatore del Pd montesilvanese, la mia storia in Comune, le mie sette elezioni, il mio attuale ruolo di capogruppo del Pd, nonostante tutto questo secondo la signora non posso votare perché non presente in elenco, la signora infatti con autorevolezza afferma “vota solo chi e’ in elenco, altrimenti me ne vado!” Neppure Renzo Gallerati e molti amici più o meno noti che posso testimoniare hanno partecipato alle primarie del 25 novembre e del 2 dicembre, hanno potuto votare per lo stesso motivo»