IL FUTURO DELL'ACQUA

Abruzzo. Il 31 dicembre addio agli Ato: arriva l’Ersi

I vecchi enti d’ambito sono in fase di liquidazione

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

3750

acqua
ABRUZZO. La Regione Abruzzo ha delimitato un Unico ambito territoriale ottimale per l'intero territorio in sostituzione dei 6 precedenti (con legge regionale n. 9 del 12 aprile 2011).

Il 31 dicembre di quest'anno saranno infatti soppresse le Autorità d'ambito territoriali ottimali.
Le regioni devono provvedere alla loro sostituzione, altrimenti subentra il potere di deroga dello Stato. Così dopo alcuni rinvii e proroghe, gli Aato - che decidono dell'affidamento del Servizio idrico e sui Piani d'Ambito (programmazione e investimenti) - andranno in pensione tra tre giorni, sostanzialmente per via di un decreto sulla razionalizzazione della spesa pubblica voluto dall'allora ministro per la Semplificazione Roberto Calderoli. Ed il quadro che si presenta è piuttosto variegato di regione in regione, anche se domina la trasformazione degli Aato in organi, perlopiù dalle stessa funzioni, in aree simili ai territori delle province oppure all'interno di una struttura regionale.
In Abruzzo si punta tutto sull’Ato Unico: «come 'Soggetto d'ambito’ - spiega l'assessore regionale al ciclo idrico integrato, Angelo Di Paolo - è stato individuato "l'Ersi (Ente regionale per il Servizio idrico integrato) cui sono state attribuite tutte le competenze degli ex Ato». Al momento l'ente è commissariato in attesa della formale costituzione, e i vecchi Ato sono in fase di liquidazione. Il commissario Ersi ha ridefinito tutti i Piani d'ambito dei 6 gestori abruzzesi (tutte società in house).
In base ad uno studio, osserva Di Paolo, «l'investimento necessario nei prossimi 20 anni è di circa 800 milioni-1 miliardo di euro; risorse che devono trovare copertura finanziaria in base alle tariffe del Sistema idrico integrato definite nei nuovi Piani d'ambito tutti adottati e ad oggi perfettamente vigenti».
Le uniche risorse disponibili per la Regione sono però quelle legate ai Fondi Fas. Il 10% di quest'ultimi (più di 70 milioni di euro) sono destinati al Servizio idrico integrato, ed in particolare (circa 69) alla depurazione.
E proprio sul fronte depurazione non mancano i problemi: il capitolo acqua è comunque ricco di sfumature, tanto che sulla testa l'Italia ha anche una condanna da parte della Corte di Giustizia Ue (arrivata nel luglio del 2012) per una procedura di infrazione sulla depurazione e il mancato adeguamento alle norme comunitarie in materia di trattamento delle acque reflue.
Sono oltre 100 le aree del nostro Paese bocciate dall'Europa e c’è anche l’Abruzzo con l’area Lanciano-Castel Frentano.