CRISI E LAVORO

Coca Cola Oricola, la protesta sbarca a Roma

La protesta contro il colosso davanti al Colosseo

Redazione Pdn

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Coca Cola Oricola, la protesta sbarca a Roma
ROMA. E’ sbarcato nella Capitale la protesta dei lavoratori dello stabilimento Coca Cola di Oricola.


Dopo dieci giorni di scioperi in Abruzzo, oggi dalle 11, la Flaica Cub Roma ha manifestato ai piedi del Colosseo con il ‘No Coca Cola Day’. Una giornata di astensione dal consumo di bollicine americane per ribadire il proprio no al piano di riorganizzazione aziendale che la multinazionale Usa sta attuando in tutta Italia e che in questa fase colpisce i dipendenti abruzzesi. Oltre 40 i lavoratori che hanno incrociato le braccia e dall’Abruzzo si sono trasferiti nel cuore di Roma.
«Dei sei stabilimenti Coca Cola presenti in Abruzzo ne è rimasto solo uno ed è quello di Oricola. E’ dunque ancora più inaccettabile – ha dichiarato il segretario provinciale della Flaica Cub Roma, Giancarlo Desiderati – che ora nel mirino dei vertici aziendali, con una politica di tagli e esternalizzazioni, finisca anche questo impianto».
«Continueremo a opporci fermamente all’ipotesi di far confluire i dipendenti della logistica in una cooperativa», ha aggiunto Desiderati. Una scelta miope, secondo il sindacalista, «che contraddice non solo le promesse di potenziamento dell’unico stabilimento Coca Cola abruzzese, ma anche i risultati aziendali conseguiti in quest’ultimo anno (ben 30 milioni di litri prodotti in più rispetto alle previsioni)».
Flaica Cub Roma non nasconde la propria insofferenza di fronte al comportamento di molte multinazionali «che spesso sono solo di passaggio nel nostro Paese: spremono il territorio, ottengono ogni sorta di incentivo e poi calpestano i lavoratori e i loro diritti», ha rimarcato Desiderati.
«Il colosso delle bollicine rientra a pieno titolo in questa triste casistica – ha chiosato il sindacalista – Lo stile, infatti, è sempre lo stesso: a fronte di un lieve calo degli utili e malgrado tutte le agevolazioni fiscali di cui ha beneficiato, anche la Coca Cola sceglie di rifarsi sulla pelle dei dipendenti».
Hanno preso parte allo sciopero alcuni rappresentanti politici tra i quali Stefano Fassina, responsabile economico del Partito Democratico, Loredana De Petris, esponente ambientalista di Sel e Andrea Alzetta, consigliere comunale della lista ‘Roma in Action’.
Ad animare il sit-in Babbi Natale che hanno consegnato ai dipendenti dello stabilimento abruzzese un amaro regalo: simboliche lettere di licenziamento.
«Simboliche fino a un certo punto – ha chiuso Desiderati – La china presa dai vertici Coca Cola, infatti, conduce dritto al licenziamento. E’ per tale ragione che la nostra protesta non si ferma certo qui. Andremo avanti finché non otterremo chiari segnali di ravvedimento dall’azienda».