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La Finanziaria 2012 impugnata dal Governo: «è incostituzionale, decida la Corte»

La legge approvata a febbraio

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Chiodi e Masci

Chiodi e Masci

ABRUZZO. Non è la prima volta e probabilmente non sarà l’ultima.

La Regione Abruzzo negli ultimi due anni sta collezionando bocciature che sanno di svarioni, distrazioni o di carenze tecnico-giuridiche.
Sta di fatto che chi è preposto ad amministrare e creare leggi avrebbe l’unico dovere di scriverle al meglio cioè non compiendo errori gravi come sono quelle norme che contrastano addirittura con la Costituzione.
E’ successo appena ieri con la legge sulla caccia difesa a spada tratta fino all’ultimo dalla giunta Chiodi ed è successo ancora con l’impugnazione del governo davanti alla Corte Costituzionale addirittura della legge finanziaria 2012 approvata a gennaio scorso. Non una legge qualunque ma la legge delle leggi abruzzesi e proprio nella parte che riguarda la sanità ed i poteri del commissario ad acta, Gianni Chiodi. Insomma un bilancio in pareggio e deficit sanitario azzerato ma con un punto interrogativo che dovrà essere sciolto al più presto.
Ieri il Consiglio dei Ministri ha esaminato diciotto leggi regionali su proposta del Ministro per gli affari regionali. Nell'ambito di tali leggi, il Consiglio ha deliberato l'impugnativa dinanzi alla Corte Costituzionale della legge Regione Abruzzo n. 51 del 29/10/2012 "Sospensione disposizioni di cui alla legge regionale n. 1 del 10.01.2012 (Disposizioni finanziarie per la redazione del bilancio annuale 2012 e pluriennale 2012-2014 della Regione Abruzzo -Legge Finanziaria Regionale 2012-) in applicazione dell'art. 17, comma 4, del D.L. 6 luglio 2011, n. 98" in quanto contiene disposizioni prive di copertura finanziaria in contrasto con l'art. 81, quarto comma, della Costituzione e disposizioni in contrasto con il piano di rientro dal disavanzo sanitario della Regione Abruzzo e, pertanto, violano l'art. 117, terzo comma e l'art. 120, della Costituzione.
Oltre all’Abruzzo sanzionata anche la Regione Molise con la legge Regione Molise n. 23 del 19/10/2012 "Rendiconto generale della Regione Molise per l'esercizio finanziario 2011" in quanto contiene disposizioni in contrasto con le norme di contabilità pubblica e, pertanto, violano l'art. 117, terzo comma della Costituzione;
Le motivazioni sono strettamente giuridiche e tecniche, come detto, ma a leggere il terzo comma dell’art. 117 della Costituzione che si assume violato si legge: «Ogni legge che importi nuovi o maggiori oneri provvede ai mezzi per farvi fronte». Come dire che una legge regionale che preveda spese non sia stata affiancata dalla “appostazione” della relativa somma in bilancio, cioè una legge di fatto inapplicabile.
L’altra parte della Costituzione violata riguarda l’art. 120 ovvero il divieto di imporre dazi che ostacolino la libera circolazione delle merci o delle persone «né limitare l'esercizio del diritto al lavoro in qualunque parte del territorio nazionale».
Se ne saprà di più nelle prossime ore.