SANITA'

Il Tar L’Aquila sospende due decreti del commissario Chiodi

Saltano i provvedimenti taglia posti letto e la spending review

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Il Tar L’Aquila sospende due decreti del commissario Chiodi

ABRUZZO. Il Tar L’Aquila concede la sospensiva alle cliniche private che avevano inoltrato ricorso contro due decreti del commissario Chiodi.
Sotto accusa sono i provvedimenti 25 e 39 del 2012: il primo tagliava i posti letto delle case di cura, il secondo applicava in modo un pò singolare – per usare un eufemismo – la spending review del governo Monti. Infatti il taglio dello 0,5% – chiesto dal governo - sui contratti in essere calcolati sul consuntivo del 2011, in Abruzzo è diventato del 9,9%, con un’operazione formalmente rispettosa della legge, ma sostanzialmente errata. Insomma un’operazione da commercialista con gli occhi chiusi sulla realtà: infatti, in Abruzzo il consuntivo del fatturato 2011 per le cliniche private risente fortemente del fatto che non tutto il budget è stato speso, ma questo è dovuto per la maggior parte a fattori esterni - come il terremoto - che hanno tenuto ferme certe case di cura.
E così applicando lo 0,5% ad un budget inferiore il taglio è stato nettamente superiore e soprattutto è stato spalmato su tutte le cliniche, anche su quelle che avevano addirittura fatturato più del budget. Il tutto a fine anno, con evidenti difficoltà di gestione e l’allarme dei sindacati per le cadute occupazionali. Di qui la richiesta al Tar che ha accolto la sospensiva, ma che ha fatto anche di più: «I giudici amministrativi – spiega l’avvocato Tommaso Marchese – hanno chiesto di riesaminare questa situazione e comunque hanno fissato l’udienza del merito al 4 dicembre del prossimo anno».
 La notizia potrebbe essere interpretata come l’ennesima battaglia vinta contro i decreti commissariali. Anche il taglio dei posti letto, come si è visto, è stato oggetto di sospensiva. Il che fa pensare che tutte queste decisioni contrarie del Tar dipendano non tanto da scelte più o meno condivisibili in sanità (spesso in linea con provvedimenti nazionali), quanto dal modo non concertato di far calare la mannaia dei tagli sugli operatori della sanità privata, ma anche pubblica.
Insomma nel campionato in corso al Tar, fino ad oggi i gol di chi si oppone ai decreti sono senz’altro più numerosi di quelli del commissario. In realtà va detto che finora chi vince chiede solo di applicare le leggi con un pò di buonsenso e con un confronto più articolato con gli operatori. Anche perché in un clima di incertezza tra decreti che vanno e che vengono, tra quelli approvati e quelli sospesi, è un pò difficile operare, con la conseguenza che anche i dipendenti ed i pazienti della sanità privata sono disorientati.
Sebastiano Calella