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Azienda unica, sindacati e assessore siglano patto: «si farà»

Firmato un accordo: «impegno per la fusione»

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Giandonato Morra

Giandonato Morra

ABRUZZO. Le segreterie regionali Filt Cgil Fit Cisl Uiltrasporti Faisa Cisal e Ugl trasporti hanno sottoscritto un accordo con l'assessore ai trasporti Giandonato Morra.



Si rafforza con questo documento la volontà a perseguire l'obiettivo della fusione delle aziende pubbliche dei trasporti. Una fusione che arranca ma che, a quanto pare, dovrebbe andare in porto, almeno questa è la volontà di Morra (che non indietreggia) e dei sindacati.
La maggioranza di centrodestra in Consiglio regionale è invece alle prese con divisioni interne e regolamenti di conti che ostacolano la creazione dell’azienda unica.
Ora un nuovo passo per cercare di vedere la fine di un percorso: le parti si sono formalmente impegnate ad evitare costi aggiuntivi nell'ambito del processo di fusione.
«Questo è un accordo», spiegano Franco Rolandi (Filt Cgil), Alessandro Di Naccio (Fit Cisl), Giuseppe Murinni (Uiltrasporti), Luciano Lizzi (Faisa Cisal) e Michele Giuliani (Ugl trasporti), «sottoscritto anche al fine di evitare false strumentalizzazioni di quella parte della politica che vuole affossare la riforma».
Nel documento si sottolinea che si prevede in favore del personale interessati al processo di fusione il mantenimento del trattamento economico previsto dai contratti collettivi fino alla loro scadenza. Inoltre «qualunque tipo di incentivo e di salario accessorio dovranno essere necessariamente legati ad una effettiva produttività», gli emolumenti erogati dalle aziende e non contrattati con le organizzazioni sindacali saranno oggetto di disamina tra le parti nelle sede opportune».
Infine sindacati e assessore attiveranno un apposito tavolo tecnico permanente «per affrontare le problematiche connesse al processo di fusione» costituito dai rappresentanti delle organizzazioni sindacali, dalle aziende e della regione.
Nei giorni scorsi il consigliere regionale del pd Claudio Ruffini ha profetizzato la morte della riforma del settore: «salvare le poltrone e salvare loro stessi è la priorità, altro che le riforme necessarie per i cittadini abruzzesi».
Solo il tempo potrà rivelare le vere intenzioni del Consiglio regionale.