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Abruzzo. Sanità, sequestro a L’Aquila, Pezzopane: «ora rischia anche il consultorio dell’Asl»

L’assessore denuncia un’altra situazione al limite

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Abruzzo. Sanità, sequestro a L’Aquila, Pezzopane: «ora rischia anche il consultorio dell’Asl»
L’AQUILA. «Una catastrofe annunciata, una figuraccia di fronte al mondo».


Lo definisce così Stefania Pezzopane il sequestro operato ieri del centro di salute mentale della città a seguito di una ispezione di Nas e commissione parlamentare d’Inchiesta.
Anche se i sigilli ai container non sono ancora stati posti materialmente e la Asl non ha ricevuto ancora comunicazioni ufficiali, si confermano tuttavia i rilievi mossi dalla commissione su carenze igieniche e infiltrazioni d’acqua. «La vicenda è odiosa e sconcertante», continua l’assessore comunale, «e vogliamo sia fatta piena luce sull’accaduto».
Pezzopane sostiene che mentre la città urla il suo dolore, il direttore generale della Asl Giancarlo Silveri e il presidente della Regione Chiodi «se ne rimangono con le mani in mano. La città è messa in ginocchio da chi, nonostante i ripetuti appelli, si è mostrato sempre poco adeguato a dar seguito ai propri impegni».
Ma quanto avvenuto ieri non può definirsi di certo una cosa inaspettata. Già dieci giorni fa, quando i Nas sono arrivati sul posto per verificare le condizioni della struttura, era parso evidente che ci fossero poche possibilità che il centro potesse rimanere aperto.
«Quanti allarmi sono stati mandati in questi mesi?», domanda Pezzopane. «Quante volte l’associazione 180 amici L’Aquila onlus e io stessa abbiamo scritto al direttore generale della Asl Giancarlo Silveri e al presidente della Regione Chiodi? Loro hanno sempre altro da fare piuttosto che seguire i problemi della nostra gente e dei più disagiati».
E adesso, secondo l’assessore alle Politiche sociali, c’è un altro «scandalo imminente»: quello del consultorio familiare della Asl, relegato in un container presso l’area dell’ex ospedale di Collemaggio. «Una struttura importante, ricca di qualificate professionalità e frequentata da decenni da donne, ragazze ed emigrati. Una realtà che a distanza di molti anni conferma le esigenze immutate della società».
«Anche su questo problema», spiega Pezzopane, «abbiamo lanciato l’allarme e abbiamo ricevuto le solite banali rassicurazioni. Il consultorio è ancora lì, in un container abbandonato a sé stesso, come chi ci lavora e chi ne usufruisce. Questa è la tutela riservata alla donna e ai malati psichiatrici? Uno scandalo che va immediatamente riparato attraverso una collocazione adeguata per le due strutture che sia nell’ambito del contesto urbano cittadino, in forma autonoma e non all’interno della struttura ospedaliera. Questa Asl è tenuta ad affrontare il problema e a non dare più risposte evasive. Di fronte a questa figuraccia una buona risposta sarebbero state le dimissioni ma sappiamo che persone che lasciano per quasi quattro anni pazienti psichiatrici e donne utenti dei servizi consultoriali dentro un container non si dimetteranno mai».
Gli aquilani e le aquilane sono stanchi, non vogliono vedere cadere i propri diritti e andranno fino in fondo a questa incresciosa situazione.
Prima la vicenda dei fondi per i centri antiviolenza, poi i finanziamenti alle scuole sottratti ai cittadini terremotati, ora anche la sanità. Sembra una lotta alla distruzione di quello che di buono e concreto esiste in questa città.