REGIONE ABRUZZO

Assunzioni e licenziamenti, caos in Regione. Menna (Udc): «intervenga Corte dei Conti»

12 dipendenti Bura pronti a uscire di scena

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Antonio Menna

Antonio Menna

L’AQUILA. Acque agitate in Regione tra nuove assunzioni e addii annunciati da tempo e ormai imminenti.


Il segretario dell’Udc Antonio Menna auspica un intervento della Corte dei Conti a seguito delle nuove 42 immissioni a ruolo decise dalla giunta Chiodi. Coloro i quali stanno per ricevere il benservito, invece, lanciano un ultimo appello disperato prima di svuotare i loro uffici e andare via.
Sono i 12 lavoratori del Bura che stamattina hanno inviato una lettera a tutti i consiglieri regionali. Una «ultima lettera», come dicono loro.
I lavoratori denunciano una «situazione scandalosa» che si sta per attuare nella gestione dell’ufficio.
«Siamo tutti con alta scolarità e specializzazione, abbiamo gestito per 11 anni sia l'attività ordinaria che lo sviluppo di progetti tecnologici che hanno caratterizzato l'evoluzione del Bura. La caratteristica di attività ordinaria, che tipicamente è gestita dalla pianta organica di un ente come la Regione, oltre che dall'evidenza, ci è stata anche riconosciuta da una recente sentenza del giudice del lavoro».
Nonostante ciò, la Regione ha deciso di chiudere il rapporto di lavoro con loro per assegnare l'attività, con passaggio di consegne di una sola settimana, per altro in periodo natalizio, all'Arit, ente strumentale che secondo i piani di Chiodi dovrebbe essere soppresso.
«Se ciò dovesse verificarsi», denunciano i lavoratori: «il servizio sarà gestito ancora da personale precario, se non addirittura da personale reclutato all’interno di società che collaborano con l’Arit, ma senza alcuna esperienza nella redazione del Bollettino e proveniente da fuori città». Per loro ormai le ore sono contate ma si chiede ai consiglieri regionali di intervenire per evitare di aggiungere al danno la beffa.
L’unica certezza è che dal 1° gennaio 2013, le 12 persone che andranno a casa (dopo 2 concorsi pubblici superati e una sentenza emessa dal giudice del lavoro, che riconosce loro quel requisito che 3 anni fa ha permesso ad altre 73 persone di essere stabilizzate) superando quasi tutti i 40 anni di età, avranno non poche difficoltà a trovare un altro impiego in questa città.
«Non vogliamo fare nessuna illazione», dicono nella missiva inviata ai consiglieri, «ma pensare che vi siano interessi differenti dalla corretta gestione finanziaria e dalla preoccupazione di offrire un servizio adeguato all’ente e ai cittadini regionali, non solo viene naturale, ma è di tutta evidenza nei fatti. Crediamo che ognuno di voi (i consiglieri regionali ai quali si rivolgono, ndr), secondo le proprie responsabilità e competenze, abbia il dovere di approfondire le motivazioni di questa decisione in modo da scongiurare qualsiasi comportamento illecito».

LE NUOVE ASSUNZIONI, MENNA: «SCANDALOSO»
Nelle ultime ore, invece, Antonio Menna si è scagliato contro il provvedimento della Giunta con cui vengono immesse in ruolo 42 persone, di cui 21 provenienti da posizioni di comando.
Una vicenda che ha fatto discutere nei giorni scorsi ma il governo Chiodi va per la sua strada.
«E’ un’incredibile vergogna quella che si sta consumando in regione a spese degli abruzzesi. E’ l’autore ha un solo nome e cognome: Gianni Chiodi», ha detto Menna.
«E’ la dimostrazione che da una parte si sbandiera meritocrazia, tagli dei costi e razionalizzazione dell’organizzazione del personale, dall’altra si assumono nuovi dipendenti senza alcuna procedura concorsuale. E ciò che più suona strana senza che le sigle sindacali abbiamo mosso neppure le ciglia. Tutto questo è incredibile, ma soprattutto vergognoso».
Il consigliere regionale evidenzia come l’organico della Regione Abruzzo sia stato ulteriormente appesantito dopo che oltre 1.500 persone sono transitate direttamente dai disciolti enti strumentali e agenzie ai ranghi regionali.
Antonio Menna annuncia che chiederà che il caso venga discusso in commissione vigilanza e che venga trasmesso l’esito alla Corte dei Conti.