LA CRITICA

Fondi Europei in Abruzzo, «spesi poco e malissimo»

Ma Febbo e Gatti smentiscono i dati di Costantini

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Carlo Costantini

Carlo Costantini

ABRUZZO. «In Abruzzo l’Europa funziona malissimo». E’ quanto emerso dall’analisi di dati certificati e dall’approfondimento di documenti ufficiali da parte dell’associazione Abruzzo 3.0.

I tre maggiori fondi europei (Fesr, Fse, Ipa) sviluppano un miliardo di euro di risorse.
Ma questo fiume di denaro dove è finito?
«La risposta», spiega Carlo Costantini (Idv), promotore del convegno che si è tenuto ieri sull’utilizzo dei Fondi strutturali europei «è che pochissimo di questa montagna di soldi è stato speso. L’incapacità e l’immobilismo di questa giunta regionale la paghiamo due volte: oggi, perchè imprese, famiglie e tessuto sociale non hanno nelle tasche i soldi che avrebbero potuto avere e la pagheremo domani, perché l’Europa quello che una regione non spende oggi se lo riprende nella prossima programmazione».

FONDO EUROPEO DI SVILUPPO REGIONALE
Per quanto concerne l’utilizzo del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (investimenti produttivi che permettono di creare o salvaguardare posti di lavoro durevoli; investimenti nel settore delle infrastrutture; iniziative per lo sviluppo locale e l'occupazione nonché alle attività delle piccole e medie imprese) su un contributo di 345.369.139 euro la Regione Abruzzo sostiene di avere impegnato 215.754.777 euro pari al 62,47%, (e spesi circa 144 milioni – 41,64%) attestandosi nella media delle regioni centro- meridionali.
I dati ufficiali del Ministero dello Sviluppo Economico, aggiornati a fine settembre 2012, segnano al contrario una percentuale di spesa di circa il 32%.
Il principale asse strategico del programma (“Ricerca e sviluppo tecnologico Innovazione e competitività”), ha visto l’avviamento di 384 progetti di cui appena 40 conclusi (rappresentando il 10,4%), secondo quanto emerge dall’analisi dei dati.
Gran parte della dotazione finanziaria e progettuale (407 progetti di cui conclusi 300) si è riversata sull’asse VI (terremoto) ed i fondi destinati a fronteggiare gli effetti negativi del sisma che ha colpito la Regione Abruzzo il 6 aprile 2009 «sono più che altro serviti», si legge nel rapporto, «non per agevolare la ripresa e lo sviluppo delle attività imprenditoriali nelle zone terremotate, ma per coprire spese inappropriate rispetto agli obiettivi per cui erano stati stanziati».

FONDO SOCIALE EUROPEO (FSE)
Il fondo sociale europeo FSE Abruzzo 2007/2013 ha una dotazione finanziaria di 316.563.222 euro. Questi soldi avrebbero dovuto favorire «la realizzazione di un mercato del lavoro efficace e inclusivo e valorizzare le potenzialità di sviluppo del territorio e la coesione economica e sociale».
La situazione fotografata (alla fine di giugno del 2012), dal Ministero dello Sviluppo Economico mostra come l’ Abruzzo ha impegnato circa 122 milioni di euro (e spesi circa 90) con percentuali del 38,47% di impegno ed appena il 28,41% di pagamenti su spesa certificata.
Il Regolamentazione Comunitaria fissava entro il 31 dicembre una spesa del 41,2%. «L’Abruzzo», si legge nel rapporto, «risulta la regione in assoluto meno efficiente percentualisticamente».
«Tale denuncia è ancor più grave», continua l’analisi, «se si ha presente che il grave danno derivante da tale incapacità si ripercuote in maniera diretta e concreta sull’economia italiana, in particolare per quei territori che sono oggetto specifico delle politiche di sviluppo comunitarie».

FONDI IPA ADRIATICO
C’è poi la situazione più critica ovvero quello dei fondi Ipa Adriatico finiti anche nel mirino di una inchiesta della magistratura abruzzese. L’autorità giudiziaria non ha ancora concluso la sua fase istruttoria, ma sta ancora acquisendo materiali presso le sedi dell’Autorità di Gestione e del Segretariato Tecnico Congiunto.
Il Programma è attualmente sospeso da parte della Commissione Europea e per l’annualità 2009 (scadenza 31-12-2012) il disimpegno prudenzialmente previsto è calcolabile tra i 20 ed i 30 milioni di Euro.
«A questo scenario, già desolante», si legge nella relazione dell’associazione Abruzzo 3.0, «si deve aggiungere il fatto che l’ Osservatorio Interregionale Cooperazione e Sviluppo che si occupa dell’assistenza tecnica al Programma IPA, pare sia in fallimento, nei tempi brevi, per mancanza di liquidità e creditore nei confronti della Regione Abruzzo di ingenti somme (forse pari a circa € 600.000) che la Regione stessa non intende liquidare per motivi inerenti il presunto irregolare mandato ad operare in regime di assistenza, ottenuto in mancanza di trasparenza amministrativa durante la gestione del Programma da parte della Dr.ssa Vanna Andreola» (arrestata nell’ambito dell’inchiesta, ndr).
Inoltre proprio a causa dell’indagine della magistratura, rileva l’anali, «si sta arrivando al punto in cui le conseguenze della perdita di risorse andranno sia sui progetti che sull’Autorità di Gestione che oltre a dover far fronte agli obblighi contrattuali con i partner dei progetti verrà ritenuta responsabile dalla Commissione delle Irregolarità di sistema del Programma e dovrà restituire alla Commissione le somme ritenute indebitamente spese».

«DATI IMPIETOSI»
«I dati sull’Abruzzo», commenta Costantini, «sono impietosi e denunciano una paralisi evidente, completa e persistente, dovuta all’incapacità di una Giunta regionale che, al di là dei proclami e delle conferenze stampa, non riesce a produrre alcun intervento significativo per dare uno scossone ormai indispensabile all’economia regionale. L’Amministrazione regionale rischia di dover perdere più di 100 milioni di Euro di proprie risorse regionali e dall’attuale comportamento della Politica e della Dirigenza apicale regionale pare intuire che di questo rischio nessuno si renda conto o ne sia preoccupato».
a.l. 

FEBBO: «PER L’AGRICOLTURA SPESI 4 MLN IN PIU’ RISPETTO ALL’OBIETTIVO»
Ma gli assessori Febbo e Gatti difendono strenuamente i risultati ottenuti dal governo regionale.
«Per quanto mi riguarda – spiega Febbo - l'Abruzzo al 30 novembre 2012, quindi con netto anticipo rispetto alla scadenza del 31 dicembre 2012, ha speso oltre 4 milioni di euro in più rispetto all'obiettivo, mettendo a disposizione dell'agricoltura abruzzese, nell'ultimo triennio, oltre 376 milioni di euro. Questo significa, inoltre, che al 31/12 arriveremo a spendere il 115 per cento dei fondi e, quindi, andare ben oltre la nostra capacità di spesa».
Questo dato secondo l'assessore «assume maggiore rilevanza in considerazione del fatto che il PSR Abruzzo è partito effettivamente alla fine del 2009. Infatti Costantini dovrebbe sapere che l'attuale Psr, elaborato dal Governo Del Turco e Verticelli, ha dei gravi ritardi e lacune evidenti che siamo riusciti a recuperare».
 «Il raggiungimento del nostro obiettivo - prosegue Febbo - certifica l'ottimo lavoro che il Governo regionale e la Direzione politiche agricole hanno conseguito in questi anni. In questo modo, potremo guardare con maggiore fiducia e ottimismo al futuro, anche grazie ai maggiori stanziamenti che si prefigurano per la programmazione 2014-2020».

GATTi: «NUMERI VECCHI, COSTANTINI E’ GIA’ IN CAMPAGNA ELETTORALE»
Dello stesso tenore anche l’assessore Gatti che sostiene che l’esponente dell’Idv sia già in campagna elettorale e abbia a disposizione dati errati e vecchi: «non voglio pensare alla malafede di dare coscientemente numeri sbagliati, ma se si fosse informato direttamente, senza ascoltare qualche suo collaboratore fin troppo solerte, Costantini avrebbe evitato di fare una misera figura».
«Il Fondo Sociale Europeo - continua l'assessore - è un'eccellenza dell'azione amministrativa della Regione Abruzzo. Abbiamo evitato il disimpegno delle risorse, recuperato 26 milioni di euro persi dalla precedente giunta e partendo da zero abbiamo programmato tutte le risorse del Programma Operativo, speso e rendicontato 116 milioni di euro al 31 ottobre scorso pari al 36,7 per cento, mentre ad oggi, si e' raggiunta la spesa di 131 milioni pari al 41,36 per cento del totale del programma, superando come sempre l'obiettivo necessario nella tabella di marcia prevista dalla Commissione Europea. Costantini vada a chiedere ai 3.000 lavoratori occupati grazie a Lavorare in Abruzzo, ai 663 giovani occupati grazie a Giovani (in)determinati, alle 1.000 donne finanziate con "La Crescita è donna", alle centinaia di imprese nate con "Fare Impresa", alle migliaia di ragazzi finanziati per l'alta formazione e a tutti gli altri beneficiari del Fondo Sociale Europeo se ritengono che queste risorse siano state usate malissimo. Costantini non insulti il lavoro, i risultati e soprattuto la speranza di una intera comunità».