LA BATTAGLIA

Sciopero Pannella, condizioni salute critiche ma lui non desiste

Sui social network: «abbiamo pochissime ore»

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Sciopero Pannella, condizioni salute critiche ma lui non desiste
ROMA. Sono critiche le condizioni di salute di Marco Pannella che non mangia e non beve da una settimana che protesta per le condizioni dei detenuti nelle carceri del nostro Paese.

I medici parlano di «elevato grado di rischio di compromissione della funzionalita' renale e di complicanze cardio-circolatorie» e hanno suggerito quantomeno l'inizio di una terapia reidratante per via endovenosa. Ma il politico termano va avanti per la sua strada e qualche ora fa via Facebook ha risposto anche a Roberto Saviano. Lo scrittore napoletano esprimeva la propria vicinanza all’iniziativa lo sciopero della fame e della sete.
«A Robè», ha replicato Pannella, «grazie ma io sto per il trittico indissolubile Amnistia, Diritto, Legalità per TUTTTI e non per i carcerati. I carcerati lottano, soffrono, vivono loro per tutti gli altri, voialtri, noialtri e per tutto questo abbiamo POCHISSIME ORE. Bye bye»
Una battaglia estrema quella dell'ultraottantenne giunto, per la prima volta, al settimo giorno di digiuno totale (fame e sete) nella sua battaglia per l'amnistia e il diritto di voto dei detenuti. Il leader radicale, che ha accettato il ricovero in una struttura ospedaliera corre gravi rischi come ha confermato anche ieri il bollettino emesso dal collegio dei medici che lo hanno in cura. Ma nonostante l'allarme ripetuto dei sanitari Pannella continua ad andare avanti nella sua iniziativa nonviolenta (lo ha ripetuto anche ieri sera: «continuo assolutamente lo sciopero totale»), nell'attesa - come ha riferito Rita Bernardini - che dalle istituzioni giunga questa volta qualche elemento concreto.
Durante la notte di domenica il politico ha accusato dolore in regione toracica, «della durata di qualche minuto, regredito spontaneamente; nell'ipotesi di un'origine cardiaca ha effettuato un elettrocardiogramma e gli enzimi miocardici, che non si sono comunque alterati».
Più che concreto il rischio di un «danno renale acuto da necrosi tubulare», dicono i medici. Una situazione che ha allarmato la politica, scesa in campo per manifestare solidarietà al leader radicale e anche per rimproverarlo. Con l'invito anche alle istituzioni e al governo in particolare, di dare risposte alle richieste di Pannella. Ignazio Marino del Pd, forte della sue esperienza di medico, ha pregato Pannella di reidratarsi altrimenti rischia di andare in dialisi. Anche il senatore Democratico Roberto Di Giovan Paolo é intervenuto per chiedere a Pannella di 'fermarsi' per poter andare avanti nella sua battaglia. E anche dal Prc di Paolo Ferrero, e dal Pdl di Mario Landolfi è salito l'appello all'esecutivo perché faccia il possibile per far desistere Pannella.

DALL’ABRUZZO APPELLO A NAPOLITANO E MINISTRO GIUSTIZIA
Intanto dall’Abruzzo è partito un appello al presidente della Repubblica, al presidente del Consiglio, al ministro della Giustizia, ai parlamentari, affinché da subito e nelle prossime ore, il problema della Giustizia, delle carceri e dell’Amnistia vengano poste  all’ordine del giorno dell’agenda politica nazionale. Contestualmente invitano Marco Pannella a a sospendere al momento il digiuno della fame e della sete.
I primi firmatari  sono Gianni Chiodi, Nazario Pagano (presidente Consiglio Regionale Abruzzo), Riccardo Chiavaroli (Consigliere Pdl), Lanfranco Venturoni (capogruppo Pdl Regione Abruzzo),  Camillo D'Alessandro (capogruppo Idv Regione Abruzzo), Claudio Ruffini (consigliere regionale Pd), Antonio Menna (capogruppo Udc Regione Abruzzo), Alessandra Petri (consigliere Pdl), Franco Caramanico (Consigliere Sel Abruzzo), Giandonato Morra (assessore Regionale Abruzzo - La Destra), Antonio Prospero (capogruppo Rialzati Abruzzo), Emilio Nasuti (capogruppo Gruppo Misto Abruzzo). E poi ancora gli assessori regionali Carlo Masci, Alfredo Castiglione, Gianfranco Giuliante, Federica Carpineta, Luigi De Fanis.
«Indipendentemente dalle posizioni e dai programmi del Partito Radicale, che si possono condividere o non condividere», dicono i firmatari, «rifiutare ed anche osteggiare, i motivi che hanno determinato Marco Pannella a minacciare prima, e a intraprendere ora un nuovo digiuno, questa volta totale, non possono non essere condivisi. Le sue richieste sono giuste e legittime, nella loro immediatezza oltre che nel loro contenuto».