SANITA'

Il Tar ordina alla Asl: «in 20 giorni riaprire il Pronto soccorso di Tagliacozzo»

Servizio h24 con chirurgo, cardiologo, anestesista, radiologo e ortopedico

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Simone Dal Pozzo

Simone Dal Pozzo

TAGLIACOZZO. Questa volta il Tar L’Aquila si è veramente “incavolato” e ha dato 20 giorni alla locale Asl  per restituire all’ospedale di Tagliacozzo un Pronto soccorso che sia un Pronto soccorso e non un surrogato (tipo Pta o Pit, le nuove sigle che cercano di nascondere l’assenza di un efficiente servizio di emergenza).

 L’ordinanza appena emessa infatti ha accolto la richiesta di ottemperanza alla precedente sentenza che già aveva intimato alla Asl dell’Aquila di riaprire il servizio. Cosa che la Asl non aveva fatto, adducendo vari motivi - trasferimenti di personale, mancanza di specialisti, riduzione dei servizi diagnostici a mezza giornata - che però il Tar ha giudicato ininfluenti, tanto da spazientirsi e da indicare “in executivis” punto per punto cosa deve funzionare e da subito per assicurare il servizio: apertura h 24 (almeno in regime di reperibilità) con chirurgo, anestesista, cardiologo, radiologo, ortopedico con annessi servizi di diagnostica strumentale e di laboratorio analisi e dotazione di 4 posti letto per osservazione breve. Fermo restando il periodo di 20 giorni per ottemperare all’ordinanza, entro un mese dalla notifica della sentenza il direttore sanitario dell’ospedale “Umberto I” dovrà presentare e depositare una relazione al Tar sull’attuazione di queste prescrizioni, segnalando eventuali disfunzioni ed inadeguatezze.
In questo caso sarà nominato un commissario ad acta «per inerzia o elusione» di questa ordinanza. Il tutto in attesa che la Corte costituzionale si esprima sulla validità del Piano commissariale sulla sanità abruzzese. E’ la prima volta in Abruzzo che i giudici scendono in campo operativamente, dopo aver sentenziato più volte che avevano ragione i cittadini del Comitato guidato da Rita Tabacco a richiedere un Pronto soccorso, cioè una struttura adeguata per l’emergenza h 24. E dopo le sospensive, le conferme del Consiglio di Stato e le ulteriori decisioni disattese dalla Asl, gli avvocati Simone Dal Pozzo, Paolo Novella e Livia Ranuzzi hanno chiesto che la decisione del Tar fosse eseguita, ottenendo un successo che va oltre le attese. «Il Tar non solo dice alla Asl come deve organizzare il Pronto soccorso e di farlo subito senza ulteriori ritardi – spiega l’avvocato Simone Dal Pozzo, che ha collezionato una serie di vittorie contro tutte le Asl abruzzesi e contro il commissario Gianni Chiodi – ma conferma di fatto che il punto di primo intervento è inadeguato e non può essere spacciato come Pronto soccorso. Inoltre in questo modo viene sospeso l’atto aziendale della Asl e si va oltre il D.l 98/2011 che trasformò in legge il Piano operativo di Chiodi. Insomma una sconfessione su tutta la linea».
 Ed una decisione a cui guardano con interesse anche altre realtà del territorio abruzzese in cui sono stati chiusi gli ospedali, lasciando aperti i punti di primo intervento. Perché quello che non vale a Tagliacozzo, sicuramente non vale nemmeno a Guardiagrele, Gissi o altrove.
«Da come si evince dalla stessa ordinanza», commenta il consigliere comunale, Alfonso Gargano, «il merito è solo del comitato pro ospedale che si è accollato anche le relative spese di giudizio.. Il Comune di Tagliacozzo in maniera vergognosa, non fece ricorso per totale menefreghismo o chissà per quale altro motivo, contro l'azienda Asl Avezzano-L'aquila-Sulmona, praticamente contro il Presidente della Regione Chiodi, in prima battuta, ed adesso per recuperare il grave errore, come si legge nella stessa ordinanza, non ha potuto fare altro che intervenire in adiuvandum. La giustizia però in questo caso è stata celere ed ha funzionato per l'interesse pubblico».
Sebastiano Calella