ENERGIA E AMBIENTE

Abruzzo e centrali eoliche: bocciati dal Via due progetti su tre

«Intervenga il parco della Majella»

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Abruzzo e centrali eoliche: bocciati dal Via due progetti su tre
ABRUZZO. Il Comitato Via ha esaminato nei giorni scorsi tre progetti di centrali eoliche particolarmente impattanti sul paesaggio, sugli ambienti naturali, sulla fauna selvatica.



Su questi progetti sono stati sentiti dal Comitato anche gli esperti di Lipu e di Altura.
Un progetto, non approvato, riguardava le montagne più selvagge a ridosso del Parco regionale del Sirente-Velino, in comune di Tornimparte. Una zona ancora intatta frequentata dall’orso marsicano, dal lupo, dal cervo. La centrale eolica avrebbe messo a repentaglio anche la sopravvivenza nella zona dell’aquila reale e della principale colonia di avvoltoio grifone di tutta Italia, frutto di un progetto di reintroduzione in zona, effettuato una ventina di anni fa dal Corpo Forestale dello Stato utilizzando esemplari portati dalla Spagna. Sia i grifoni che le aquile avrebbero potuto essere facilmente uccisi, per collisione con le pale rotanti degli aerogeneratori, durante il volo.
Altro progetto respinto riguarda la centrale progettata in comune di Cupello, in provincia di Chieti, a pochissima distanza da una discarica che costituisce un’insostituibile risorsa alimentare per un’ importante colonia di nibbi reali, grandi rapaci sempre più rari e in Abruzzo presenti solamente in una parte della provincia di Chieti, e, nei mesi primaverili - estivi, per alcune coppie di nibbio bruno. Anche i nibbi vengono facilmente uccisi dalle pale rotanti durante il loro lento volo volteggiante. Si tratta di specie particolarmente protette a livello nazionale e comunitario che la regione ha il preciso dovere di tutelare, anche per quanto riguarda la salvaguardia dei loro ambienti di vita.
Il Comitato VIA ha poi esaminato un altro progetto di centrale eolica nei comuni di Pizzoferrato e Quadri, in provincia di Chieti e praticamente ai confini del Parco Nazionale della Maiella.
Si tratta di uno dei paesaggi più integri di tutto l’Appennino, già celebre più di duecento anni fa. E’ inoltre di importanza particolare per la presenza dell’orso bruno marsicano. La specie simbolo della regione Abruzzo, ridotta al massimo ad una cinquantina di esemplari, ha bisogno per sopravvivere di territori incontaminati e una centrale eolica, con tutto ciò che comporta, anche in fatto di rumore delle pale, è chiaramente incompatibile con la sua presenza.
Il Comitato ha rinviato la decisione finale su questo punto in attesa di ulteriori approfondimenti in merito alla presenza dell’orso. «Chiediamo che anche l’Ente Parco Nazionale della Majella», dicono Lipu e Altura, «faccia sentire la propria voce in difesa dell’orso marsicano e del suo ambiente».