VERSO LE ELEZIONI

D’Ortona: «Primarie per i parlamentari anche nel Pdl o si muore»

La richiesta del capogruppo al Comune di Lanciano

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Manlio D'Ortona

Manlio D'Ortona

 LANCIANO. Ieri il Partito Democratico ha annunciato che le primarie si faranno anche per scegliere i parlamentari.

In serata è arrivato anche l’annuncio di Nichi Vendola sul Facebook: «anche noi del Sel faremo le primarie», ha annunciato.
E il Pdl come si muoverà? Nelle ultime ore Silvio Berlusconi ha detto che rinuncerebbe alla candidatura a palazzo Chigi nel caso in cui Mario Monti si dicesse disponibile farsi leader di una coalizione moderata, che pero' dovrebbe tenere insieme «tutti i moderati» compresa la Lega.
Ha ricordato anche di aver offerto a Monti «di entrare nel mio governo come ministro dell'Economia, perche' ho una stima personale molto elevata nei suoi confronti, non ho remore a dirlo», cosi' come «non ho remore a dire che lo ''ho invidiato'' perche' ha avuto la possibilità di fare decreti su tutto, anche su materie ordinarie».
Berlusconi si è detto sicuro di poter recuperare tutti i voti del 2008 che non sono andati in nessun altro partito e che sono nell'area del non voto.
Poi c’è la partita dei parlamentari. Nei giorni scorsi il Cavaliere ha detto che sarà candidato solo il 10% degli attuali parlamentari poi ha fatto una retromarcia.
Manlio D’Ortona, capogruppo del Popolo delle Libertà in Consiglio comunale a Lanciano, interviene nel dibattito di questi giorni sull’opportunità delle primarie e il futuro del partito.
«L’enorme incertezza del Pdl, che ha perso tantissimo tempo sulla discussione delle Primarie per la scelta del leader, prima annunciate e poi ritirate e poi di nuovo annunciate e poi di nuovo ritirate, soprattutto alla luce del fatto che rimane in vigore la legge elettorale definita "Porcellum", impone una scelta rapida e forte per i candidati al Parlamento».
«Il partito – rimarca D’Ortona - deve, senza indugio, attivare questo fondamentale strumento di democrazia partecipata, su tutto il territorio e collegi. La scelta va restituita ai cittadini».
Per D’Ortona è fondamentale che i candidati siano scelti, attraverso un chiaro sistema di regole, dalle comunità locali. Allo stesso tempo, secondo il consigliere, «occorre andare oltre e ‘varcare la soglia’ ovvero consacrare definitivamente il passaggio di un partito centrato sul carisma di un solo uomo ad un partito di territorio. Un partito che deve ristrutturarsi in tutto il paese con sezioni, congressi e un dibattito costante e aperto».
L'alternativa è lo spacchettamento in due o tre pezzi, sottolinea senza mezzi termini D’Ortona: «Se questa è la volontà di chi ha responsabilità di vertice, significa creare le condizioni affinché accada ciò che militarmente si definisce ‘sciogliere le righe’. Ovvero la fine di un partito che nel 2008 aveva il 38% del consenso e che oggi non si riconosce più».
L’esponente del Pdl è ben consapevole che i tempi sono stretti. Ma è altrettanto cosciente del fatto che il Partito democratico è già all'opera e farà le primarie per i candidati al parlamento. «Tutto qui – conclude D’Ortona - O si restituisce hai cittadini la scelta di decidere o si ‘muore’».