AGGRESSIONI

Aggressioni Luco, Rc: «il Pdl non condanna le aggressioni stile Ku Klux Klan»

Approvata ieri in Consiglio regionale una risoluzione che fa discutere

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Maurizio Acerbo

Maurizio Acerbo

LUCO DEI MARSI. Strascichi polemici per una risoluzione del Pdl approvata ieri in Consiglio regionale sull’emergenza sicurezza a Luco dei Marsi.

Nel documento si chiede di affrontare il problema «per restituire serenità e fiducia ai cittadini luchesi e marsicani» ma anche «ai tanti extracomunitari in regola che si sono integrati».
Per Rifondazione Comunista, però, nella risoluzione «approvata con spudoratezza dal Pdl» non si fa nessun riferimento «alle aggressioni squadristiche contro immigrati che vedono coinvolto anche il figlio del sindaco Pdl».
Il riferimento è ai pestaggi ai danni di alcuni marocchini che si sarebbero verificati nelle scorse settimane nel comune della Marsica e sui quali sta indagando la procura locale. Tre gli indagati, tra i quali il figlio del primo cittadino di Luco e un nipote.
Nel documenti, infatti, i consiglieri parlano dei «sempre più frequenti e gravi episodi di microcriminalità ad opera di immigrati clandestini», dei «ricorrenti problemi legati ad immigrazione clandestina e delinquenza», di una emergenza che potrebbe «allargarsi a macchia d’olio» perchè «migliaia di clandestini hanno fissato stabilmente la loro dimora» tenendo «una condotta irrispettosa delle leggi». Nessun riferimento, però, alle aggressioni subite dagli immigrati.
«Il centrodestra», racconta Acerbo, «ha opposto un netto rifiuto alla mia richiesta di modificare il testo aggiungendo perlomeno un giudizio di condanna delle aggressioni squadristiche contro gli immigrati ed ha approvato la risoluzione con il voto contrario dell'intera opposizione».
Acerbo aveva già stigmatizzato il silenzio «assordante» del Pdl regionale e di tutti i suoi rappresentanti istituzionali fino al presidente Chiodi rispetto alle aggressioni emerse grazie alle inchieste del giornalista Angelo Venti e dell'associazioni Libera.
«E' evidente», continua il consigliere regionale, «che il Pdl non può e non vuole condannare anzi cerca di giustificare le aggressioni stile Ku Klux Klan di Luco dei Marsi».

Ma Walter Di Bastiano, firmatario della risoluzione approvata, cerca di abbassare i toni: «lungi da me alimentare estremismi ed intolleranze, lo sanno bene il miei colleghi di minoranza che hanno votato contro la risoluzione da me proposta; al contrario, il documento appena approvato mira a ripristinare un clima di integrazione costruttivo e soprattutto scevro da violenze ed intimidazioni. Voglio ribadire – continua Di Bastiano – l’apprezzamento per il lavoro svolto sinora dalle Forze dell’Ordine, confermato nei giorni scorsi dal Questore Giovanni Pinto che, lo scorso 20 novembre, si è recato in visita a Luco dei Marsi per garantire al primo cittadino tutto l’impegno necessario per assicurare maggiore sicurezza».

«UN ATTO DI INCIVILTA’ ISTITUZIONALE»
«Un documento che annulla 35 anni di politiche dell’accoglienza», «un atto di inciviltà istituzionale», una «mistificazione della realtà», hanno ribadito questa mattina all’Emiciclo, i Consiglieri di opposizione Maurizio Acerbo (Prc), Gino Milano (Api), Cesare D’Alessandro (IdV), Giuseppe Di Pangrazio (PD) e Giovanni D’Amico.
Per il vice presidente D’Amico era importante che la questione venisse affrontata dal punto di vista delle politiche sociali. «Nell’immediatezza di quei fatti – spiega – avevo chiesto al sindaco di Luco di convocare una conferenza sulla sicurezza sociale, che fosse un momento di valutazione generale del contesto in cui si sono verificati gli episodi e da cui partire per segnare un percorso su cui lavorare insieme. A mio parere la risoluzione approvata in Consiglio può solo generare altra tensione».
Anche nel PdL c’è stato, però, chi ha dissentito dalla linea del partito. «E’ il caso – aggiunge Milano – del Consigliere Riccardo Chiavaroli, che è uscito dall’Aula al momento della votazione. Quel documento ha toni xenofobi, quando parla a esempio di ‘migliaia di clandestini che irrispettosi delle leggi, hanno sottratto ai cittadini residenti la normale e tranquilla fruibilità di intere zone’. La verità è che l’immigrazione nella Marsica non sottrae affatto lavoro, ma anzi contribuisce al Pil».
Molto critico anche Di Pangrazio, secondo cui «con quelle parole si torna indietro agli anni Ottanta, prima dell’entrata in vigore delle prime leggi sull’immigrazione, quando si pensava che questo fenomeno rappresentasse solo una minaccia».
E pur non entrando nel merito delle inchieste giudiziarie in corso sulle aggressioni, D’Alessandro ha ribadito che «la responsabilità penale nel nostro ordinamento è personale, per cui è enormemente sbagliato affermare che gli immigrati siano tutti dei malviventi, solo perché non sono cittadini italiani».