DISORDINE SUL RIORDINO

Riordino Province, Pdl Abruzzo spaccato. Sospiri e Chiavaroli contro Di Stefano

I due coordinatori: «pronti a lasciare il partito per candidarci altrove»

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2910

Federica Chiavaroli

Federica Chiavaroli

ABRUZZO. Ultimatum di Sospiri e Chiavaroli ai vertici romani del Pdl: «rimettete in riga i senatori o ce ne andiamo».


La mancata conversione del dl sulle Province comporterebbe una situazione di «caos istituzionale».
Tra le conseguenze, oltre ai mancati risparmi, la lievitazione dei costi a carico di Comuni e Regioni e il blocco della riorganizzazione periferica dello Stato. Lo afferma uno studio del governo.
Ma in queste ore, sempre a causa di questo decreto più vicino che mai all’affossamento da parte della politica, si stanno registrando frizioni interne al Popolo delle Libertà.
Dall’Abruzzo i coordinatori pescaresi del Pdl Federica Chiavaroli e Lorenzo Sospiri si dicono «increduli» davanti al comportamento di «alcuni senatori abruzzesi». Sebbene la posizione ufficiale del partito fosse per l’azzeramento delle Province alcuni «stanno mettendo in atto campanilistici tentativi di stravolgere i principi di riordino, in sede di conversione del decreto in Senato».
E il riferimento è certamente al senatore teatino Fabrizio Di Stefano che negli ultimi giorni ha presentato un emendamento per Chieti capoluogo. Sempre Di Stefano ha presentato altri sub emendamenti per l’istituzione di tre province, (Chieti, L’Aquila e Pescara-Teramo), un altro per stabilire che in caso di accorpamento diventi capoluogo la provincia che ne detiene i requisiti e un altro ancora per far sì che sia la popolazione interessata a decidere attraverso un referendum confermativo eventuali modifiche della provincia.
Per questo Sospiri e Chiavaroli hanno spedito una lettera ad Angelino Alfano, Maurizio Gasparri e Gaetano Quagliariello con la quale avvertono: «è assolutamente inaccettabile che in Senato il nostro partito consenta ad alcuni senatori di difendere i propri campanili. Qualora il nostro partito, nel quale nonostante le difficoltà ancora crediamo e per il quale continuiamo a lavorare, dovesse consentire che ciò accada ci dimetteremo immediatamente dai nostri incarichi e ci adopereremo affinchè con i nostri voti il nostro territorio sia diversamente rappresentato alle prossime elezioni politiche».

MA COSA ACCADE ADESSO?
In assenza dell'approvazione del dl sulle Province si torna al decreto Salva Italia, sottolinea lo studio del Dipartimento delle Riforme del Ministero della Funzione Pubblica che è stato inviato ad alcuni senatori, e dunque sono diversi i problemi con i quali ci si troverebbe a confrontarsi.
«I perimetri e le dimensioni delle Province - sottolinea il documento - resterebbero quelli attuali (rinascono 35 province) e verrebbe meno l'individuazione delle funzioni 'di area vasta' come funzioni fondamentali delle province, sicché le province restano titolari di sole funzioni di indirizzo e coordinamento».
Di conseguenza, viene evidenziato, «le Regioni dovranno emanare entro la fine di quest'anno leggi per riallocare le funzioni tra Comuni e Regioni medesime. Non potendo allocare le attuali funzioni provinciali a livello comunale, trattandosi per l'appunto di funzioni di area vasta e quindi di livello sovracomunale, ciò comporterà - affermano gli esperti - tendenzialmente la devoluzione delle funzioni alle Regioni con conseguente lievitazione dei costi per il personale (il personale regionale costa più di quello provinciale e comunale) e la probabile costituzione di costose agenzie e società strumentali per l'esercizio delle funzioni». Qualora «le Regioni non provvedessero lo Stato dovrà intervenire in via sostitutiva, quindi bisognerà valutare, Regione per Regione, come riallocare le funzioni ora esercitate dalle province».
Inoltre, «le Regioni hanno delegato alle Province numerose funzioni proprie: a questo punto le deleghe dovrebbero essere ritirate».
Il mancato riordino delle Province, si mette in luce infine, «si riflette sulla riorganizzazione dell'amministrazione periferica dello Stato e sui risparmi alla stessa collegati. Infatti, gli uffici periferici dello Stato sono organizzati tendenzialmente su base provinciale. Il mancato riordino delle province quindi rende problematica l'attuazione della riorganizzazione degli uffici periferici».

CITTA' METROPOLITANE A RISCHIO
Le città metropolitane restano istituite solo sulla carta e la loro operatività sarebbe ostacolata da una serie di fattori: mancanza di definizione del sistema elettorale del consiglio metropolitano; incertezze sui rapporti tra sindaco del comune capoluogo e sindaco metropolitano; incertezze sui rapporti patrimoniali e finanziari; perimetro diverso per Firenze e Milano

«GOVERNO DIMOSTRI RISPARMI»
«Mercoledì», annuncia Filippo Saltamartini (Pdl), relatore del dl sulle province, «o votiamo turandoci il naso o diciamo di no perché i difetti sono talmente grandi che prevalgono sulla bontà del decreto. Una decisione non è stata presa. Il Pdl valuterà bene le ricadute» della sua decisione, non volendo «figurare come caprio espiatorio».
Secondo Saltamartini, infatti, non c'é solo la pur importante questione dei «profili di incostituzionalità» ma c'é anche il problema dell'impatto della riforma. Una premessa: «anche se il dl non andasse in porto, comunque il Governo ha già avviato la riforma delle province nel decreto salva-Italia e in quello sulla spending review», quindi «resterebbero in vigore gli accorpamenti già decisi da questi due decreti».

IL MINISTRO: «DECIDE LA POLITICA»
«A questo punto», ha commentato invece il ministro della P.A. Filippo Patroni Griffi, «spetta solo alle forze politiche decidere se portare avanti e concludere il riordino delle Province, con il loro dimezzamento e la razionalizzazione delle relative funzioni, o se arrestare il processo di riordino. Il Governo non potrà che prenderne atto, come dovrà attentamente valutare la presentazione di una pregiudiziale da parte di un partito di maggioranza e le conseguenze di ciò sull'ulteriore iter della legge di conversione»