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Veleni sul bando di mobilità esterna: la giunta cerca professionalità altrove

Malumori in Regione tra i dipendenti

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Veleni sul bando di mobilità esterna: la giunta cerca professionalità altrove
ABRUZZO. La giunta regionale, dopo la delibera dei giorni scorsi, ha bandito la procedura di mobilità esterna volontaria.

Si tratta di una procedura riservata esclusivamente al personale attualmente in posizione di comando presso la Giunta regionale.
I dipendenti in comando sono quelli in trasferimento temporanea da altri enti pubblici chiamati per esigenze particolari a svolgere mansioni nel nuovo ente per un periodo limitato.
Sono esclusi dal bando i dipendenti provenienti dagli enti strumentali della Regione per i quali il trasferimento nel ruolo regionale prevede, invece, procedure di mobilità interna volontaria.
Ventuno i posti vacanti per le categorie D1 e D3 (a tempo indeterminato). Tre saranno destinati alla direzione Affari della Presidenza, 2 alla direzione Lavori Pubblici, 1 alla direzione Risorse Umane , 1 alla direzione Trasporti, 6 alla direzione Politiche della Salute, 3 alla direzione Sviluppo Economico, 1 alla direzione politiche Attive del Lavoro, 1 alla struttura speciale di supporto Controllo di gestione, 2 alla struttura speciale di supporto Avvocatura regionale e 1 alla struttura speciale di supporto Tutela della Salute e Sicurezza sul Lavoro.
In regione da settimane c’è un forte malumore, ben prima che saltasse fuori il bando. Alcuni dipendenti sostengono di conoscere già le persone che potranno beneficiare di questo concorso che arriveranno da altri enti e contestano il fatto che la selezione sia aperta solo a chi lavora presso la Giunta regionale. Secondo alcuni sarbbe possibile aprire la procedura ai soli dipendenti in comando ma l'ulteriore restrizione ai "comandati della giunta regionale" potrebbe contenere rilievi di illegittimità riferiti ad una discriminazione tra dipendenti omogenei.
Da giornni PrimaDaNoi.it riceve diverse segnalazioni, tutte anonime, di dipendenti che stilano una lista precisa con i nomi di coloro che beneficeranno di queste disposizione che avrebbero l’unico scopo di favorire persone precise.
Qualcuno fa anche notare che il bando dovrebbe essere pubblico e invece è pubblicato solo sull'intranet regionale perché dalla Regione sostengono che la circolare della funzione pubblica del 22/02/2012 lo consente. E’ vero che il bando è indirizzato ai comandati dell’ente pubblico ma si eluderebbe comunque l'obbligo di pubblicità del d.lgs 165, art. 30 voluto da Brunetta. Per partecipare al bando, inoltre, saranno accettate solo le risposte che arriveranno via intranet e le risposte di accettazione avverranno sempre tramite il servizio interno.
«Se non si riesce a vincere un concorso presso un Ente Regionale», ci dice un dipendente regionale che vuole restare anonimo, «si va fuori, si vince altrove e si rientra con il comando, senza alcuna selezione. Poi ci pensa la giunta a rendere il comando transitorio un trasferimento definitivo. Così la Regione che ha un elevato numero di esuberi, derivanti dalla chiusura degli enti strumentali, prende ‘amici’ da altrove».
Impossibile stabilire la effettiva legittimità dell'operato della giunta (che ovviamente si presume) restano però il malumore ed i mugugni a mezza bocca, forse i futuri ricorsi e le domande senza risposta che alimentano i veleni. In tutto questo i sindacati rimangono sullo sfondo.
Allora non sarebbe stato corretto fare prima una ricognizione interna del personale disponibile con una mobilità interna? Le competenze necessarie sono davvero tutte all'esterno? Il personale interno è davvero così malmesso?